Tempo di lettura articolo: 3 minuti

Sono passati ormai due anni da quando l’umanità è stata sconvolta dall’emergenza sanitaria per il virus Covid-19 o Coronavirus.  

Mezzi militari che trasportano le vittime

Era il 18 marzo 2020 quando i mezzi militari della città di Bergamo attraversarono il centro abitato trasportando vittime innocenti, morte a causa del virus, a quei tempi ignoto, che ancora oggi colpisce, anche se con meno incidenza, molte persone. 

Si è deciso di proporre questa giornata, il 18 marzo, per ricordare tutte le vittime del Covid-19, dopo che, il 17 marzo 2021, la Commissione affari costituzionali del Senato l’ha approvata con una legge votata con una perfetta concordanza di opinioni. Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha affermato per questa occasione: «Nel dolore dei loro familiari si riconosce l’intera umanità».

Covid-19 o Coronavirus, la genesi e la cronistoria 

L’emergenza globale che purtroppo ancora ci affligge in questi giorni è causata da un virus: il “Covid-19”, dove “Co” sta per corona, “Vi” per virus, “d” per disease (dall’inglese “malattia”) e “19” indica l’anno in cui si è manifestato. E’ un virus respiratorio altamente contagioso che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. 

Coronavirus

I precedenti coronavirus sono stati identificati a metà degli anni ’60 e sono noti per infettare l’uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale; sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona visibile al microscopio elettronico. Fino a poco tempo fa i virus che hanno dimostrato di essere in grado di infettare l’uomo erano sei : HCoV-OC43 e HCoV-HKU1- HCoV-229E  HCoV-NL63 SARS-CoV, MERS-CoV. Essi possono causare raffreddori comuni ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore. 

Il 9 gennaio 2020 la task-force cinese ha isolato un nuovo ceppo di Coronavirus, il quale non era mai stato identificato prima: il 2019-nCoV (ora denominato in gergo scientifico SARS-CoV-2, ma comunemente chiamato Covid-19).

Il primo gruppo di persone infette da questo nuovo virus è stato segnalato il 31 dicembre 2019 nella città cinese di Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei, la più popolosa città della Cina centrale. Si dice che l’origine del focolaio sia avvenuta ad un mercato del pesce, il South China Seafood Market, dove viene venduto del pesce selvatico. Alcune prove scientifiche dimostrano il legame tra il Covid-19 con altri Coronavirus circolanti nei pipistrelli, in particolare della sottospecie “Rhinolophus”. 

La SARS è una sindrome respiratoria acuta grave, una forma anomala di polmonite causata dal virus SARS-CoV. Questa si è verificata sempre in Cina nel novembre del 2002 ed ha coinvolto diciassette Paesi. Durò più di un anno. Per il Covid-19 invece si parla di pandemia, ossia di emergenza sanitaria di interesse mondiale.

Il 29 gennaio 2020 in Italia sono stati riscontrati i primi due casi di persone contagiate da coronavirus. Due turisti cinesi erano stati ricoverati e successivamente curati dai medici dell’ospedale Spallanzani di Roma. Dal 21 febbraio la situazione si è aggravata e sono stati individuati i primi casi di persone contagiate dal virus residenti nel nostro territorio. Nessuno di loro era stato in Cina, ma era venuto a contatto con persone che erano state in zone con presenza di focolai.   

Il primo positivo è stato un uomo di 38 anni di Codogno, in Lombardia. Allo stesso tempo si sono verificati casi anche nel paese di Vo’ Euganeo in provincia di Padova, dove ci fu la prima vittima italiana, Adriano Trevisan, di 77 anni.    

Le persone più a rischio sono quelle che presentano patologie e gli anziani.

Il Ministero della Salute ha progettato delle misure di protezione personali per la salvaguardia del nostro benessere: mantenimento di una distanza da una persona all’altra di almeno un metro e l’uso della mascherina. Ad oggi un altro importante passo è la diffusione di diversi vaccini, aventi l’obiettivo di contrastare l’aggressività del virus, così da ridurre il più possibile i ricoveri in terapia intensiva e limitare la nascita di nuove varianti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here