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Il conflitto tra la Russia e l’Ucraina, nonostante i diversi tentativi e le molteplici perdite da entrambe le parti, sembra non prevedere una imminente conclusione. Dal primissimo giorno di guerra, attraverso i social, i telegiornali e i quotidiani, è stato possibile osservare come, da ogni parte del mondo, sempre più individui si siano espressi apertamente per aiutare i civili, ovvero i più colpiti da questa situazione. Come possiamo quindi, nonostante la lontananza e i pochi mezzi, dare tutto il nostro contributo per far sì che questo periodo migliori per gli innocenti e i più deboli?

Gli aiuti dallo Stato…

Il nostro Paese, da ormai quasi un mese, sta fornendo aiuti concreti all’Ucraina, la parte più indebolita e colpita nel conflitto: ha ceduto strumenti di difesa per scontri urbani (come mitragliatrici pesanti e leggere), ma anche per protezione personale, adatti per coloro che non sono adeguatamente preparati (come giubbetti antiproiettili, elmetti, ordigni esplosivi e tende da campo). E’ degno di nota anche il sostegno della nostra nazione nei confronti del governo Ucraino, per quanto riguarda il suo ingresso in Europa: il Premier Draghi infatti, durante uno degli ultimi consigli in Parlamento, ha ribadito quanto, nonostante il percorso di inserimento sia lungo, l’Italia sia fiduciosa e di come la nostra nazione sarà sempre al fianco di quella Ucraina.

“A chi scappa dalla guerra, dobbiamo offrire accoglienza. Di fronte ai massacri, dobbiamo rispondere con gli aiuti, anche militari, alla resistenza. Al crescente isolamento del Presidente Putin, dobbiamo opporre l’unità della comunità internazionale. L’Ucraina ha il diritto di essere sicura, libera, democratica e l’Italia – il Governo, il Parlamento, e tutti i cittadini – sono con voi”.Mario Draghi, Presidente del Consiglio

… e dagli italiani

Da diverso tempo sono stati istituiti moltissimi sportelli specializzati in differenti ambiti, in modo da fornire aiuti di ogni genere ai più bisognosi, tra i quali si identificano anziani, donne e bambini. L’appello principale al quale possiamo rivolgerci è quello sanitario: importantissime sono le donazioni che ogni giorno vengono ricavate dalle associazioni benefiche UNICEF, UNHCR e Croce Rossa Italiana, che prevedono di indirizzare i guadagni negli acquisti di acqua potabile, kit di igiene personale e farmaci, per poi accogliere coloro che chiedono aiuto (è necessario solamente contattare il numero 45525 per effettuare una donazione). In alcune città italiane, inoltre, sono stati stanziati diversi punti di raccolta, utili per donare beni di prima necessità come coperte, cibi in scatola e abiti. Infine, un altro modo per aiutare in prima persona è quello di ospitare all’interno di edifici (come residenze private o scuole) i profughi giunti in Italia, che hanno scampato la guerra nel proprio Paese: attraverso questo gesto ospitale, ricco di compassione, sono già stati accolti oltre 60.000 ucraini, un vero e proprio traguardo raggiunto grazie alla generosità di tutta l’Italia.

Immagine centro Caritas, sportello di assistenza per beni di prima necessità
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Mi chiamo Letizia Cremasco e abito a Castel D’Azzano, un piccolo paese in provincia di Verona, nel quale sono cresciuta e dove conservo molti ricordi. Sono una studentessa della V Ginnasio delle scuole “Alle Stimate”: l’anno scorso ho deciso di intraprendere gli studi classici per soddisfare la mia passione per la letteratura e la storia, ma soprattutto per ampliare le mie conoscenze oltre al mondo umanistico. Tendenzialmente sono una persona introversa, ma quando si tratta di discutere riguardo ad argomenti per me importanti mi apro subito, specialmente se sono circondata da amici o conoscenti. Sono una persona intuitiva, sensibile e che agisce in base ai propri ideali, cercando comunque di rispettare i valori altrui. Purtroppo non sono ancora certa sul mio futuro e su quale lavoro svolgerò; tuttavia sono convinta di voler investire il mio tempo e le mie forze per poter aiutare le persone con qualunque mezzo.

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