Tempo di lettura articolo: 2 minuti

Diversi anni a seguire dalla scoperta dell’alzheimer sembra che ci possa essere una svolta dovuta alla prevenzione di questa patologia: si è scoperto che alcuni anticorpi possono colpire la proteina che causa la malattia dell’alzheimer.

La malattia, che acquisisce il suo nominativo dal medico che per primo, agli inizi del ‘900, ne descrisse i sintomi, Alois Alzheimer, risulta essere la forma più comune di demenza senile nel contesto dei Paesi più sviluppati

Dopo diversi studi nel corso del XX secolo si è scoperto che il morbo è dovuto ad un’accumulazione di amiloide, proteina anomala e tossica che si deposita nel cervello dei pazienti scatenando, diversi anni a seguire, il morbo del paziente. 

Sulla via della prevenzione

Sulla base degli studi che si stanno sviluppando in questo periodo, sembrerebbe che un farmaco possa colpire ed eliminare l’amiloide in eccesso e prevenire la patologia

John Hardy, il genetista che ha approfondito l’argomento

Come ci riporta la testata giornalistica La Repubblica, nel cimentarsi ad approfondire la questione è stato il genetista John Hardy, dell’University College London, identificando che un gene definirebbe una grande proteina precursore dell’amiloide, la quale è situata nella membrana dei neuroni

Le aziende farmaceutiche e biotecnologiche stanno cominciando a sviluppare dei farmaci che provocherebbero l’impedimento dello sviluppo della proteina tossica presente all’interno nei nostri neuroni, ma al momento parrebbe essere un continuo via vai di bocciature nei confronti delle ipotesi poste. 

Nel frattempo il Dominantly Inherited Alzheimer Network (DIAN) sta coinvolgendo circa 300 famiglie, che presentano alcune mutazioni in uno dei tre geni che si associano al morbo dell’alzheimer

Ci vorranno almeno quattro anni di sviluppo della ricerca, nell’arco dei quali le 300 famiglie coinvolte verranno regolarmente monitorate per quanto riguarda la mutazione. 

All’inizio di questo lasso di tempo verrà somministrato ai pazienti coinvolti il placedo, e solo in seguito il medicinale vero e proprio, per testare un eventuale arresto della malattia.

Alois Alzheimer e la scoperta della malattia

Alois Alzheimer (1864-1915) fu uno psichiatra e neuropatologo tedesco

il neuropatologo Alois Alzheimer

Molti dei suoi studi, in particolare quelli del 1898, sono dedicati all’approfondimento della demenza senile e delle malattie neurodegenerative.

Nel novembre del 1901 capitò, nello studio psichiatrico del dottor Alzheimer, Augusta Deter, una donna dell’età di 50 anni, la quale era afflitta da una demenza che comportava una perdita di memoria a breve termine, disorientamento e allucinazioni

La paziente morì all’età di 55 anni nel 1906, nel novembre del quale Alzheimer, in un’assemblea di psichiatri tedeschi, descrisse il caso di demenza senile esaminato dall’autopsia del cadavere della donna

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here