Museo Nicolis, tra storia, ingegno e innovazione

A Villafranca di Verona si trova uno dei più prestigiosi musei privati d’ Europa: il Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica, della Meccanica. E’una grande collezione privata, aperta al pubblico, che, attraverso centinaia di automobili, motocicli, biciclette d'epoca e numerosi altri oggetti d’ingegno, racconta l’evoluzione tecnologica degli ultimi due secoli.

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Alle porte di Villafranca di Verona sorge un’originale e imponente costruzione in vetro e acciaio, sul cui tetto sono visibili degli areoplani. Questo moderno edificio è la sede di uno dei più prestigiosi musei privati d’Europa: il Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica, della Meccanica.

Il museo, creato da Luciano Nicolis, noto imprenditore e collezionista veronese, è stato inaugurato nel 2000 e costituisce uno dei più importanti poli di attrazione turistica della provincia veronese, un vero e proprio concentrato di cultura, divertimento e innovazione. Attualmente è presieduto dalla figlia, Silvia Nicolis.

Luciano Nicolis, mancato qualche anno fa, assieme alla figlia Silvia, attuale presidente del Museo Nicolis.

Uno spazio di rilievo è dedicato all’automobile ed alla sua storia, attraverso le straordinarie conquiste verso la modernizzazione, che hanno segnato il XIX e il XX secolo.

Entrando nell’edificio, l’’ingresso è dominato da una maestosa scala a chiocciola, che attira lo sguardo verso i piani superiori e dalla scultura in bronzo, a dimensioni reali, di una Cottereau del 1903, una vettura francese, ideata per il ceto medioborghese degli inizi del XX secolo.

Alla destra dell’atrio, si apre un’area espositiva, in cui sono conservati alcuni modelli delle auto più recenti e celebri: Ferrari, Lamborghini, Rolls-Royce e Maserati

Una zona particolarmente suggestiva è invece quella che accoglie alcuni mezzi militari della prima e seconda Guerra Mondiale, tra cui autoblindo, sidecar con mitraglia e cingolati.

Per visitare la vera collezione di auto dobbiamo però salire al primo piano, dove è possibile ammirare l’evoluzione della tecnica e della meccanica, che i veicoli hanno subito negli anni, a partire dall’invenzione del motore.

Gli albori sono rappresentati dalla Motrice Pia, il primo esemplare di motore a benzina, realizzato nel 1884 dal veronese Enrico Bernardi, a cui è dedicata una apposita sessione, corredata dai disegni originali dell’ingegnere.

Le automobili su ruote più antiche risalgono invece agli inizi del secolo scorso. Tra queste possiamo ammirare  una Cottereau Populaire dello stesso anno e l’auto Bianchi a 4 cilindri, la prima automobile realizzata in Italia nel 1909.

Il viaggio nel tempo prosegue ed è difficile non soffermarsi per ammirare uno splendido esemplare di Alfa RL del 1923, la primogenita nel registro dell’Alfa Romeo.

La vera protagonista del piano è, tuttavia, la Lancia Astura Mille Miglia, un esemplare unico al mondo, costruito appositamente per il grande pilota Luigi Viloresi nel 1938. La vettura si presenta come un bolide rosso fiammante, che colpisce per le sue forme accattivanti e incredibilmente moderne. L’auto, di recente, ha partecipato alla rievocazione storica della Mille Miglia con ottimi risultati di classifica, grazie alla sapiente guida del top driver mantovano, Giordano Mozzi.

Avanzando lungo il tappeto blu, si trovano infine esposte le “stars del cinema”, le auto legate al mondo cinematografico, come l’enorme Isotta Fraschini 8 AS del 1929 del celebre film “Il Viale del Tramonto“, la DMC De Lorean di “Ritorno al futuro“, la Ford Thunderbird del 1996 di “Thelma & Luise” e la Lancia Aurelia B24 Spider de “Il Sorpasso.

Si tratta infatti di un’esperienza che merita di esser fatta, non solo per vivere qualche ora di svago, ma anche per guardare la realtà con occhi diversi. Vedere l’auto appartenuta ai nostri antenati o la bicicletta, su cui correva da bambino il nonno, è infatti un modo diverso e concreto per conoscere la storia e quindi le nostre origini.

 Vorrei concludere citando una frase di Luciano Nicolis, che amava dire:noi non siamo i proprietari di tutto questo, ne siamo i custodi per il futuro.”

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