Oltre 80.000 sterline raccolte per il progetto “Bowl for Ukraine”

Sono più di 80.000 le sterline finora raccolte dal dodicenne inglese Gabriel Clark che, da alcune settimane, ha lanciato sui social un progetto di beneficenza, i cui incassi saranno destinati all’assistenza e alla cura dei rifugiati, specialmente bambini, in fuga dall’Ucraina.

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Fin da quando i giornali internazionali hanno riportato per la prima volta l’invasione russa sul territorio ucraino, in molti si sono mobilitati per fare in modo che i rifugiati in fuga dall’Ucraina si potessero sentire accolti anche in Paesi stranieri. Questi aiuti umanitari sono giunti da quasi ogni angolo del mondo, sotto la spinta non solo di adulti, ma anche di giovani e bambini che, sfruttando la propria creatività e l’ingegno, sono riusciti a dare un grande contributo.

Gabriel nel suo laboratorio di falegnameria.

Tali opere di beneficenza si sono diffuse molto rapidamente, trovando parecchi sostenitori anche grazie a internet e ai social che hanno permesso una maggiore interazione e collaborazione. Nelle ultime settimane un progetto in particolare ha fatto il giro del web, diventando sempre più virale e riscuotendo numerosi consensi. Si tratta di “Bowl for Ukraine”, una raccolta fondi nata dalla mente di un ragazzino di dodici anni che vive nella contea di Cumbria, in Inghilterra. Il suo nome è Gabriel Clark e, tramite il suo account di Instagram e con l’aiuto dei suoi genitori, è riuscito a diffondere questo suo progetto di sensibilizzazione e supporto economico a coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case.

Il progetto “Bowl for Ukraine”

Pur essendo lontano fisicamente dalle bombe e dalla guerra, Gabriel si è dimostrato essere molto vicino con il cuore al popolo ucraino. Egli stesso ha affermato, durante un’intervista, di essere stato come colpito personalmente dall’intera situazione e di aver trovato nella lavorazione del legno un modo per calmarsi e scaricare le tensioni. È così che gli è venuta l’idea di agire in maniera concreta per dare un proprio contributo. Come molti altri, si è sentito in dovere di fare qualcosa nei confronti in particolare dei suoi coetanei provenienti dall’Ucraina che in questo momento stanno vivendo una situazione difficile.  Ha cominciato quindi a produrre con le proprie mani oggetti in legno, ottenendo sempre più sostenitori a tal punto da avere più di 20.000 ordini. Produrre, però, un numero così elevato di manufatti gli sarebbe stato impossibile.

Per questo motivo, ha deciso di creare una sola ciotola (bowl in inglese), che costituisce il primo premio di una lotteria da lui ideata. Gli incassi riscossi saranno in seguito donati all’organizzazione Save the Children, che darà assistenza economica e sociale ai bambini ucraini che ora si trovano lontani dalla patria, in Europa e nel resto del mondo. La ciotola in questione è stata realizzata da Gabriel usando il legno ed è decorata in maniera piuttosto semplice, due strisce parallele, incise e colorate di blu e giallo, i colori della bandiera ucraina. Si tratta di un oggetto dalle caratteristiche e dalla decorazione essenziale, ma ricco di significati morali e di solidarietà nei confronti dei rifugiati e di tutto il popolo ucraino, proprio com’era intenzione del ragazzo inglese. In particolare, il manufatto in sé e il suo uso sono simbolo di condivisione e di fratellanza comune.

Madri ucraine accompagnano i propri figli al di fuori dell’Ucraina.

Il progetto di Gabriel ha riscosso molto successo, a tal punto da ottenere più di 225 mila followers sul suo account Instagram, riscuotendo più di 80.000 sterline da donare in beneficenza. La lotteria, iniziata settimane fa, si concluderà la domenica di Pasqua, il 17 aprile, e verrà annunciato il nome del vincitore. Gabriel ha dichiarato di essere stato sorpreso dal risultato ottenuto, affermando di aver pensato all’inizio di raggiungere al massimo le 5.000 sterline. Come ha dimostrato il lavoro di questo dodicenne, sono molti i ragazzi che con responsabilità e spirito di intraprendenza si stanno mobilitando e operando in maniera concreta per dare una mano a chi si trova in difficoltà, specialmente verso i milioni di bambini ucraini in fuga dalle bombe e dai campi di guerra presenti nella loro patria.

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Sono nato a Verona, ma sono cresciuto e vivo in un paese della provincia, Sanguinetto, nella zona vicino a Legnago. Dove abito non c’è un granché e questo è uno dei motivi che mi hanno spinto ad andare a Verona, una volta terminata la scuola media. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto viaggiare in compagnia e vedere paesaggi diversi da quelli a cui sono abituato. Un’altra mia passione è la musica, pur non avendo un genere preferito, e da alcuni anni suono il pianoforte. Tra i vari indirizzi ho scelto il liceo classico non perché le materie scientifiche non mi piacessero, ma perché volevo approfondire ciò che si trova alla base della nostra cultura e della nostra lingua. All’inizio ero un po’ incerto su questa scelta, ma, grazie alla mia passione per la storia e alla mia curiosità verso il latino e il greco, ho capito quale fosse la mia strada. Posso dire, dopo due anni, che è stata per me la scelta giusta. Non sono ancora certo su cosa farò in futuro, ma mi piacerebbe lavorare in un ambiente che mi permetta di essere a contatto con le altre persone.

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