Santa Marta: da panificio militare ad università

La Provianda di Santa Marta, situata nel centro di Verona, nacque come centro di produzione di pane in epoca asburgica, e venne impiegato come magazzino di indumenti e vettovaglie militari durante tutto il secolo scorso; ad oggi, invece, ricopre un ruolo di ben altra natura, nelle vesti di polo universitario.

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Interno della Santa Marta

Nel centro di Verona sorge il polo universitario Santa Marta, che ospita alcuni corsi dell’Università di Verona, in particolare, quelli del dipartimento di Scienze Economiche.

A differenza di molte altre strutture, progettate per accogliere studenti e docenti, la Provianda di Santa Marta, come suggerisce il suo stesso nome, nacque per scopi ben diversi.

La storia della Provianda di Santa Marta cominciò nel XIII secolo, quando sorse nell’area una chiesa, con annesso monastero, dedicata a Santa Maria Maddalena.

Nel XIX secolo, probabilmente a causa di un errore di trascrizione nel catasto dei beni del convento, la chiesa divenne Santa Marta; sempre in questo periodo la chiesa venne sconsacrata, e venduta ai frati cappuccini.

La chiesa e il monastero finirono poi nelle mani austriache, in seguito alla conquista asburgica dell’area veneta.

Data la posizione strategica di Verona, si decise nel 1850 di dedicare la zona dove sorgevano le strutture monastiche alla produzione di pane e gallette per l’esercito austriaco.

L’area si trovava in una collocazione particolarmente favorevole: nel campo Marzio, nella parte protetta della città, con una ferrovia già operativa al momento della costruzione, che permise facilmente di realizzare un binario che entrava direttamente nella caserma. 

Impastatrice ancora presente all’interno della Santa Marta

Il complesso, eretto tra il 1863 e il 1865, in seguito alla demolizione della chiesa e del convento, presenta tre edifici: uno principale, adibito alla produzione di pane e gallette e due magazzini, con altrettanti silos, necessari per la conservazione dei prodotti finiti e delle materie prime.

Può sembrare uno spazio esagerato per uno scopo di rilevanza apparentemente inferiore: il pane e le gallette costituivano infatti, in quei tempi, buona parte dell’alimentazione dei soldati, e alla Provianda di Santa Marta, si provvedeva al fabbisogno giornaliero (che variava dai 600 grammi al chilo di pane) di circa 100 mila militari.

Per sfamare l’intero esercito, erano necessari ogni giorno 112 mila chili tra pane e gallette.

Forno ancora presente all’interno della Santa Marta

Quando Verona entrò a far parte del Regno d’Italia, in seguito alla Terza Guerra d’Indipendenza (1866), la Provianda di Santa Marta continuò la sua funzione di forno militare fino agli anni ‘60 del secolo scorso; da allora è rimasto in utilizzo come deposito di indumenti e generi alimentari.

All’inizio degli 2000, con il nuovo millennio, è giunto anche il nuovo volto della Provianda, che si è trasformata in polo universitario.

Il primo ad ospitare delle aule è stato il silos di ponente, completato nel 2010, seguito dall’edificio principale, nonché ex panificio, portato a compimento nel 2015.

La mostra d’arte “Contemporanee / Contemporanei”

Alcune opere della mostra

Nel complesso di Santa Marta è anche possibile ammirare la mostra d’arte contemporanea “Contemporanee / Contemporanei”, che incentiva la divulgazione delle opere di molti giovani artisti, spesso sconosciuti.

La mostra, aperta nel 2019 e permanente fino al 2024, allestita dall’architetto Martellono, ha l’obiettivo di fondere la storia secolare dell’edificio con la modernità, grazie ad opere realizzate prevalentemente negli anni 2000.

La riqualifica che ha coinvolto il complesso dell’ex Provianda non è ancora terminata: è in corso infatti un’opera di recupero dell’area della Santa Marta e dell’adiacente ex caserma Passalacqua, abbattuta per creare un parco cittadino, degli stabili per il campus universitario e altri progetti che vedranno la propria realizzazione entro il 2026.

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