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La blue tech company Oceanix, che ha sede a New York, sta attualmente progettando la prima città galleggiante al mondo, che terminerà di essere costruita nel 2025.

Questo progetto, sostenuto dalle Nazioni Unite, sorgerà in Corea del Sud, di fronte alla città di Busan, città portuale famosa per le spiagge e i templi, ma anche per la grande esposizione al mare, che la rende molto vulnerabile all’innalzamento delle acque dovuto al cambiamento climatico. L’isola artificiale sarà composta da numerose piattaforme esagonali ancorate al fondale marino, in modo da non essere trascinate via da uragani, tsunami o altri eventi naturali.

Ogni isolotto, composto principalmente da legno, potrà ospitare 300 persone, ma anche negozi e zone dedicate all’agricoltura e all’allevamento.

Inizialmente questa città potrà dare alloggio fino a 12 mila persone, ma il piano è di continuare ad espandere l’arcipelago artificiale fino ad accoglierne 100 mila.

Foto panoramica delle prime piattaforme costruite.

Grazie all’utilizzo di pannelli solari, pale eoliche, impianti di desalinizzazione e colture idroponiche, questa struttura sarà indipendente per quanto riguarderà cibo e acqua potabile; gli abitanti dovranno riciclare tutti i materiali e si potranno spostare da un isolotto all’altro solo con barche condivise non inquinanti, al fine di rendere questa città del futuro il più eco-sostenibile possibile.

Il costo di tale progetto si stima essere all’incirca di 178 milioni di euro.

Tuttavia questo non è l’unico progetto del suo genere, in quanto, grazie all’accordo Un-Habitat, iniziativa che risale al 1978, novanta paesi stanno cercando di innovare la progettazione urbana per promuovere stili di vita eco-sostenibili per fronteggiare il problema del clima, rispettando comunque l’ambiente.

Un progetto simile è Neom, una mega-città composta da 16 distretti che sta sorgendo nella provincia nord-occidentale di Tabuk, nella zona del Canale di Suez.

Insieme a questi due progetti si sta progettando anche Oxagon, una città ottagonale completamente flottante sul Mar Rosso.

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Ho quindici anni e vivo a Verona. Se non mi trovate chiuso in casa a leggere manga o libri fantasy, cercatemi al mare o al lago, anzi, in qualsiasi luogo in cui si possa nuotare. Fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dal paesaggio sottomarino e dalla sua tranquillità, dai colori accesi dei pesci e dalle stelle marine. Questa mia passione si riflette negli sport che pratico da anni: apnea, per poter ammirare i pesci senza bisogno di attrezzature; subacquea, per raggiungere i luoghi in cui il mio respiro non riesce a portarmi; barca a vela e kayak, per quando ho voglia di osservare l’acqua da un punto di vista differente. Da grande mi piacerebbe diventare un biologo marino, per unire due miei grandi amori: quello per il mare e quello per la scienza. Ho un sogno nel cassetto: riuscire a visitare il Giappone. Sono attratto dalla cultura giapponese per il forte contrasto tra antico e moderno, tra tradizioni millenarie e avanguardia tecnologica. Vorrei immergermi nei bellissimi paesaggi naturali del monte Fuji o perdermi nella vita frenetica di quartieri come Shibuya; imparare la scrittura kanji, che riesce a far sembrare un semplice testo un’opera d’arte, e sperimentare la cucina nipponica, così diversa da quella italiana.

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