Tra scienza e marketing, è tornata la Notte del Classico

Dopo l’interruzione provocata dallo scoppio della pandemia di Coronavirus, tra le aule di tutti i Licei Classici d’Italia è tornata la tradizionale Notte del Classico. Questo evento nazionale ha celebrato la sua VIII edizione anche presso l’Istituto alle Stimate, che, durante la sera dello scorso 6 maggio, ha aperto le proprie porte ai visitatori.

Tempo di lettura articolo: 3 minuti

Articolo e servizio a cura di Lavoro Carlo Coato, Lorenzo Mozzo, Milo Mazzi e Nicolò Facci.

Con il progressivo ritorno alla normalità, in seguito alle proibizioni e ai divieti imposti a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19, tra i tanti eventi è tornata a essere celebrata anche la “Notte del Classico”. Dopo un anno di interruzione, le aule dei Licei Classici di tutta Italia sono tornate a ospitare questa tradizionale serata che ha festeggiato la sua VIII edizione. Anche presso le Scuole alle Stimate gli studenti, con l’aiuto e la supervisione dei docenti, hanno organizzato questo evento che si è tenuto lo scorso 6 maggio.

Ad accompagnare questa piacevole ma anche significativa serata è stato il tema della maschera, che fin dall’antichità ha assunto un ruolo fondamentale per la vita dell’uomo. Tale tematica, che negli ultimi tempi è diventata sempre più attuale, è stata declinata dagli studenti in diversi ambiti, trovando ispirazione e spunto dalle materie scolastiche. Accanto alle tradizionali lingue classiche e alla filosofia, alcuni studenti hanno trattato  anche argomenti legati al mondo contemporaneo e alla natura, creando un innovativo spot pubblicitario in inglese e discutendo del mimetismo animale, prendendo come esempio l’insetto stecco. Di questi temi si sono occupati in particolare gli studenti di prima classico, che sono riusciti a trovare efficaci collegamenti con il concetto cardine della serata. I due progetti hanno rivelato il duplice ruolo e scopo della maschera, usata sia come strumento per ingannare ma anche come mezzo di difesa e di protezione dall’ambiente esterno

Attraverso una stretta e piacevole collaborazione tra le classi del liceo, gli studenti che si sono occupati di questi due argomenti hanno riferito le proprie opinioni e hanno espresso obiettivi e finalità delle loro esposizioni, rilasciando alcune interviste.

Avete realizzato uno spot pubblicitario in inglese per poi presentarlo di fronte a un pubblico, qual è lo scopo principale del vostro progetto?

“Lo scopo di questo progetto è quello di immergerci nel mondo del marketing, per farci capire qual è la logica di questa materia che, all’apparenza, è semplice ma in realtà molto complessa e poi di farci capire il funzionamento del mondo dell’economia per renderci una futura scelta economica più consapevole.”

Che messaggio volete lasciare al pubblico?

“Il messaggio che vogliamo lasciare è che nulla è come sembra, perché, soprattutto dietro a una pubblicità, c’è una logica molto complessa che però nella realtà non traspare.”

Avete collaborato parlando al pubblico dell’insetto stecco, quali sono le sue caratteristiche?

“L’insetto stecco presenta una particolare mimetizzazione, chiamata criptica, che gli dà la capacità di nascondersi cambiando aspetto e colore nel particolare ambiente in cui vive”.

L’insetto stecco come si può collegare al concetto di maschera?

“Noi abbiamo deciso di collegare al concetto della maschera la mimetizzazione degli animali che è la capacità di alcune specie di adattare il proprio colore e la propria forma all’ambiente in cui vivono.”

Durante la serata, che ha visto la partecipazione non solo di studenti e di docenti, ma anche di un numeroso pubblico di genitori, amici, parenti ed ex studenti dell’Istituto alle Stimate, alcuni visitatori hanno lasciato le proprie opinioni e riflessioni in merito a questo speciale e atteso evento.

“Sono un’ex allieva di questo Liceo Classico e all’epoca in cui studiavo io, queste iniziative non c’erano e sicuramente c’era più difficoltà a capire quale fosse il rapporto tra tante materie che si studiavano e la vita reale. Adesso invece, mi sembra che ci sia un modo di coinvolgere i ragazzi per far vedere loro che tutto quello che si studia ha un risvolto pratico e anche creativo per loro, per poter avere iniziative e idee e, soprattutto, per creare collegamenti con altri giovani che non fanno questo percorso di studi, ma per attualizzare quello che si studia e non tenerlo soltanto come lettera morta o parte della storia.”

Pensa che la maschera sia un comportamento innaturale e sbagliato, o che sia nella natura dell’uomo a volte maschere i propri sentimenti?

“Sicuramente l’uomo tende a celarsi dietro a una maschera perché è nella sua natura, però penso che sia sempre fondamentale essere trasparenti ed esprimere i propri sentimenti nel modo più libero possibile, anche per migliorare i rapporti con chi si ha davanti.”

Questa serata ha visto fiorire il lavoro e la collaborazione tra gli studenti e i professori, permettendo di mostrare al pubblico quanto ciò che si studia tra i banchi di scuola sia significativo e prezioso, non solo per una personale conoscenza, ma anche per il mondo del lavoro ed esterno alla classe scolastica. Durante questo evento, anche ai più giovani è stata data la possibilità non solo di relazionarsi con le materie di studio con un approccio innovativo, ma anche di mettersi alla prova e di dimostrare le proprie abilità e capacità di fronte a un pubblico non costituito solo da professori, amici o genitori, ma anche da estranei.

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Ho quindici anni e vivo a Verona. Se non mi trovate chiuso in casa a leggere manga o libri fantasy, cercatemi al mare o al lago, anzi, in qualsiasi luogo in cui si possa nuotare. Fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dal paesaggio sottomarino e dalla sua tranquillità, dai colori accesi dei pesci e dalle stelle marine. Questa mia passione si riflette negli sport che pratico da anni: apnea, per poter ammirare i pesci senza bisogno di attrezzature; subacquea, per raggiungere i luoghi in cui il mio respiro non riesce a portarmi; barca a vela e kayak, per quando ho voglia di osservare l’acqua da un punto di vista differente. Da grande mi piacerebbe diventare un biologo marino, per unire due miei grandi amori: quello per il mare e quello per la scienza. Ho un sogno nel cassetto: riuscire a visitare il Giappone. Sono attratto dalla cultura giapponese per il forte contrasto tra antico e moderno, tra tradizioni millenarie e avanguardia tecnologica. Vorrei immergermi nei bellissimi paesaggi naturali del monte Fuji o perdermi nella vita frenetica di quartieri come Shibuya; imparare la scrittura kanji, che riesce a far sembrare un semplice testo un’opera d’arte, e sperimentare la cucina nipponica, così diversa da quella italiana.

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