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La Giornata internazionale delle persone con disabilità, che si celebra il 3 dicembre, è stata indetta dalle Nazioni Unite nel 1981. È stata istituita per aumentare la consapevolezza verso i problemi delle disabilità, l’impegno nel garantire la piena dignità, stimolare il confronto e il dibattito per creare una società equa, dialogante e senza razzismo, senza nessuna forma di esclusione, dove i disabili possano avere i pieni diritti umani e il totale benessere senza differenza

le disabilità

Nel 1976 l’assemblea Nazionale delle Nazione Unite ha proclamato il 1981 “Anno Internazionale delle persone disabili” con il tema di Piena Partecipazione ed Uguaglianza a indicare il diritto delle persone con disabilità a condurre una vita con pari opportunità e condizioni di vita uguali. L’ONU invitò i Paesi membri a creare un piano d’azione focalizzato sulla parità di opportunità, la riabilitazione e la prevenzione delle disabilità. Per concedere ai governi e alle organizzazioni il tempo necessario per attuare le attività raccomandate nel Programma d’Azione Mondiale, l’assemblea generale proclamò dal 1983 il Decennio delle persone disabili delle Nazioni Unite alla fine del quale, nel 1992, venne indetta la Giornata Internazionale delle persone con disabilità. 

Le disabilità non devono essere una barriera, non lo sono: non “persone con handicap”, ma “persone diversamente abili”. Sono molte le persone con disabilità che hanno fatto la storia, raggiungendo traguardi eccezionali, dimostrando di riuscire a superare il loro dolore, cambiando completamente il nostro mondo.

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Bisogna dire basta ai muri sia fisici che culturali: tutti gli stati, ma anche ognuno di noi, hanno il dovere di eliminare ogni ostacolo che può impedire a una persona con disabilità di vivere più difficilmente di una persona senza disabilità.

“Piedi, perché li voglio se ho le ali per volare?”

Frida Kahlo nata a Coyoacan il 6 luglio del 1907 presenta fin dalla nascita una disabilità: è nata con la spina bifida; inoltre all’età di 18 anni a causa di un incidente stradale si rompe la colonna vertebrale, il collo del femore e le costole, la gamba sinistra e l’anca sinistra. Questo incidente peggiora ancora di più la sua disabilità già esistente causandole un’infinità di dolori, più di 30 interventi, l’impossibilità di avere figli e l’immobilità per molto tempo. 

Decide di chiedere così alla sua famiglia tele, pennelli e uno specchio per dipingere se stessa e come vede il mondo che la circonda, per passare il suo tempo. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”, così diceva la pittrice poiché per molto tempo era costretta a letto; per questo infatti più di un terzo dei suoi 150 famosi quadri sono autoritratti. Era un donna che soffrì molto sia fisicamente che emotivamente, che divenne il simbolo del femminismo e del coraggio ed emblema di tutti coloro che soffrivano per una malattia come lei. Dipingeva per questo: per esplorare, spiegare e rappresentare i suoi stati emotivi. 

L’arte rappresenta ciò che molte volte non si può notare a occhio nudo oppure ciò che si vuole far vedere, ma in un modo diverso, qualcosa che si ha dentro, che si vuole esprimere, che si vuole spiegare, ma che a parole non si riesce; estrapola da una persona le emozioni, i pensieri, le paure e le debolezze. Questo fece Frida Kahlo: dipinse il suo dolore, la sua sofferenza, spiegò su tela la sua disabilità

“Murare la propria sofferenza è rischiare di lasciarsi divorare da essa”

La colonna rottaè uno dei suoi primi dipinti dove rappresenta la sua malattia. L’arte di Frida è un arte che rappresenta il dolore: il dolore di perdere un figlio, come dipinse nel quadro Ospedale Henry Ford dopo aver subito un aborto spontaneo; il “Cervo ferito dove dipinse la sofferenza in seguito alla delusione di un intervento chirurgico che doveva servire per alleviarle il male alla schiena causato dalla disabilità, ma che non servì a molto. Altro quadro che rappresenta a pieno il suo dolore è Senza speranza: qui vuole far capire uno dei suoi momenti più brutti, quando è costretta a letto e deve indossare un corsetto ortopedico che le stringe molto. 

I dipinti di Frida Kahlo diventarono per molti disabili fonte di ispirazione, di vita, una fonte di coraggio per la salvezza: nei suoi quadri si ritrovò per la prima volta una tematica mai stata dipinta prima che lei attraverso i colori riuscì a pieno a trasmettere, diventando così un simbolo del mondo delle disabilità.

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Vivo a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona. Frequento il secondo anno di superiori al liceo classico Alle Stimate; ho scelto questo indirizzo perché fin da quando sono alle medie mi hanno sempre appassionato le materie umanistiche soprattutto la letteratura e l’arte che penso siano un mezzo potentissimo di pensiero capace di esprimere grandi idee e grandi menti. Mi piace scrivere e inventare storie, per questo mi sono sempre considerata una persona creativa e fantasiosa. Mi sono sempre piaciute anche le materie scientifiche, ma fin da subito ero sicura che questa sarebbe stata la mia strada e ora ne sono sempre più convinta. Una delle mie più grandi passioni è il teatro che frequento da quando ho undici anni: fin da piccolina ho sempre amato recitare giocando, mettendo in scena delle scenette nella mia stanza. Mi considero una persona solare: amo conoscere persone nuove e buttarmi in nuove esperienze, con il tempo ho cominciato a non avere più paura di mostrarmi, di dire ciò che penso e di questo ora ne vado molto fiera. Dicono che sono una persona testarda, ma allo stesso tempo molto gentile; mi piace essere sempre pronta e disponibile per gli altri. Amo gli animali; amo la musica e alle medie ho imparato a suonare il pianoforte. Non so ancora cosa mi riservi il futuro: ho molti sogni e aspirazioni, ma la strada è ancora lunga e non so dire ancora con certezza cosa io voglia fare veramente più avanti.

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