Qual è l’origine del presepe?

Gran parte delle famiglie italiane stanno facendo il proprio presepe in casa come simbolo della tradizione natalizia.

Il presepe della Basilica d'Assisi
Tempo di lettura articolo: 2 minuti

Ora che è dicembre, come tradizione in Italia, le famiglie stanno facendo il presepe in casa. Ma qual è la sua origine? Nasce nel 1223 quando San Francesco d’Assisi, di ritorno dalla terra santa, volle mettere in scena la natività nel paese di Greccio che gli ricordava Betlemme. Francesco chiese il permesso a Papa Onorio III e poiché a quei tempi le rappresentazioni sacre non potevano tenersi in chiesa, il Papa gli permise di celebrare una messa all’aperto. I contadini del paese andarono alla grotta, i frati con le fiaccole illuminavano il paesaggio notturno e all’ interno della grotta fu inserita una mangiatoia.  Quello fu il primo presepe vivente.

Fonte: Associazione Italiana Amici Del Presepio

La parola presepe o presepio viene dal latino praesaepe che significa mangiatoia. In origine si riferiva alla sola mangiatoia dove veniva messo il bambino Gesù. Solo nei secoli successivi il termine presepe venne ad indicare l’ intera rappresentazione della Natività

Ne troviamo testimonianza nei Vangeli di Luca e di Matteo dove si racconta la nascita di Gesù.

Nel racconto dei Vangeli non vengono menzionati gli animali, questo particolare fu inserito successivamente dalla tradizione popolare per riscaldare il Bambino.

La raffigurazione della natività ha origini antiche: i cristiani dipingevano e scolpivano le scene della nascita di Cristo nei luoghi di incontro come le catacombe romane. Solo quando il Cristianesimo uscì dalla clandestinità, le immagini della natività cominciarono ad arricchire le pareti delle prime chiese. Il primo presepe con tutti i personaggi risale al 1283 per opera di Arnolfo di Cambio scultore di otto statue lignee. Questo presepio è conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Fonte: canosapresepi

Inizialmente questa attività prese piede in Toscana e subito si diffuse nel Regno di Napoli. Tra il 600 e il 700 gli artisti napoletani decisero di introdurre nella scena della Natività personaggi immortalati nella vita di tutti i giorni. Questa tradizione è ancora molto viva, come dimostrano le popolari bancarelle lungo la via San Gregorio Armeno.

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