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Campone, questo il nome del grande fabbricato che sorge nella zona del Tribunale di Verona, poco distante dal centro storico della città. L’immobile, che in passato ha avuto la funzione di carcere cittadino e, prima ancora, di caserma austriaca, è ad oggi abbandonato e, da oltre vent’anni, parte di quella serie di luoghi cittadini degradati, ma con significative potenzialità per essere riportati alla luce

idea per la ristrutturazione dell’ex Campione (foto da L’Arena.it

Infatti, nonostante il complesso versi in drammatiche condizioni di sporcizia e decadimento, le sue enormi dimensioni consentirebbero di creare ampi spazi polifunzionali a disposizione della comunità cittadina. Il fabbricato, infatti, conta 18 metri di larghezza e si sviluppa su due piani fuori terra e un sottotetto, per un totale di ventimila metri quadrati di superficie utilizzabile, incluso lo spazio esterno. 

Nel corso degli anni sono state presentate numerose proposte di recupero dell’ex Campone, l’ultima quella del 2021 che prevedeva la rigenerazione dell’edificio come parte di un processo di riqualificazione urbana. Tuttavia, nessun progetto è evidentemente mai andato a buon fine e perciò l’immobile non è mai stato ristrutturato. 

Un’immagine dell’interno dell’ex Campone, abbandonato da anni (foto da L’Arena)

A riguardo, si è espresso Nicola Antolini, architetto originario di San Giovanni Lupatoto che oggi vive e lavora in Svizzera, più precisamente a Ginevra. Egli ha condiviso la sua idea di ristrutturazione dell’ex carcere proponendo di realizzare degli appartamenti per convertire l’edificio a studentato, e di dedicare lo spazio al pianterreno a piccole attività commerciali di vario genere. Parlando del progetto, l’architetto sottolinea anche il valore storico dello stabile e dichiara: «Invito, però, l’amministrazione comunale, la città, il quartiere e i proprietari dell’ex Campone a riflettere innanzitutto sulla sua posizione strategica, una “porta” della città, sede ideale per molti servizi. E poi la sua importanza storica. Anche questo complesso rientra, infatti, nella cinta difensiva cittadina». 

Sebbene non ci sia ancora nulla di concreto, che la ristrutturazione dell’edificio sia vicina?

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Mi chiamo Sara Castagnedi, ho quindici anni e abito a Zevio, un paese in campagna nella provincia di Verona. Sono una studentessa del liceo classico “Alle Stimate” che ho deciso di frequentare seguendo il mio vivo interesse per le materie umanistiche. Inglese, letteratura e storia sono le materie che preferisco ma trovo particolarmente affascinante anche l’arte, in tutte le sue forme. Di solito trascorro il tempo libero scrivendo, leggendo libri di vario genere e guardando serie tv ma amo anche stare all’aria aperta facendo lunghe passeggiate o andando in bicicletta. Un’altra delle mie più grandi passioni è viaggiare: mi da l’opportunità di apprendere usanze e tradizioni diverse dalle nostre e mi permette di coltivare il mio interesse per la fotografia. Mi ritengo una persona determinata e testarda che si impegna assiduamente e con costanza per raggiungere i propri obiettivi. Riguardo al mio futuro non ho ancora delle idee molto precise ma spero di trovare un lavoro che sia per me motivo di grande soddisfazione e ricompensi tutti i sacrifici fatti.

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