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So che ci saranno conseguenze, ma per riuscire a compiere questa missione e ristabilire la Costituzione occorre il consenso di tutti i venezuelani”. Con queste parole Juan Guaidò, uomo di trentacinque anni e forte oppositore del regime chavista, si è pronunciato pochi giorni fa per ottenere la solidarietà dei cittadini, intenzionato a ripescare l’economia venezuelana dal collasso con l’istituzione di un nuovo governo. Tramite l’appoggio di Stati Uniti, Canada, 19 paesi dell’Unione Europea e molti altri stati dell’America Latina, si è auto eletto presidente ad interim, definendo Maduro “un usurpatore”.

Il grido della folla di attivisti si è innalzato, infatti, con l’insediamento di Nicolas Maduro per il suo secondo mandato il 10 gennaio 2019, attraverso un’elezione interpolata e giudicata negativamente dai paesi stranieri. Durante la sua presidenza dal 2013, questo capostipite del chavismo ha provocato un notevole logoramento dell’economia del paese, portando l’aumento dei crimini, dell’inflazione, della povertà e dell’insufficienza dei generi alimentari da distribuire alla popolazione. Oltre a ciò, ha duramente represso ogni tipo di opposizione democratica, talvolta utilizzando la forza militare per ridurre al silenzio gli avversari.

Tra le tensioni di un paese diviso, l’Italia non si pronuncia e i numerosi attriti interni tra i partiti non facilitano lo sviluppo di una decisione a riguardo. La scelta di non schierarsi è dovuta principalmente dal forte disinteresse, almeno dalla parte del Movimento 5 Stelle, per la politica estera: nonostante Matteo Salvini abbia reagito contro la dittatura di Maduro, ha deciso di non continuare per non peggiorare ulteriormente i legami tra i leader riguardo decisioni sull’organizzazione politica italiana.

La posizione neutrale del nostro paese, quindi, non si sa fino a quando possa durare, ma in questa situazione si potranno avere conseguenze negative non solo con i rapporti tra Roma e la capitale venezuelana, ma anche con quelli con gli altri stati europei.

Il caos in Venezuela persiste ancora, tra cittadini a favore di Maduro e tra chi vuole un governo stabile e democratico: fra questi, moltissimi attivisti stanno cercando di svegliare l’Italia dalla sua posizione ambigua e di forte disinteresse.

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