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Una delle foto più rappresentative della Seconda Guerra Mondiale è sicuramente quella scattata il 23 febbraio 1945 dal fotografo americano Joe Rosenthal sul monte Suribachi. Questa istantanea rappresenta sei soldati statunitensi che issano la bandiera Americana sull’isola di Iwo Jima, primo baluardo difensivo per le isole metropolitane nipponiche.

La foto raffigura una conquista abbastanza futile per l’esercito americano, infatti il monte Suribachi era solo la prima piccola parte dell’intera Iwo Jima, isola molto ben fortificata, e che, nonostante le piccole dimensioni resistette più di un mese; malgrado ciò, proprio questo scatto, per il suo grande valore emotivo, portò il popolo statunitense a sperare nella vittoria e gli investitori a supportare l’esercito.

La battaglia vide contrapporsi la potenza bellica americana, che dopo la vittoria di Midway aveva ribaltato le sorti della guerra, e quella nipponica, la quale, essendo stata sconfitta su tutti i fronti, si preparava a difendere il propio territorio, e che aveva posto a difesa di Iwo Jima il comando della 109ª Divisione di fanteria del tenente generale Tadamichi Kuribayashi.

Nonostante la strenua difesa dell’isola, organizzata alla perfezione dal generale, l’impero fu sconfitto dalla superiorità numerica del nemico. Le conseguenze furono molto gravi per il Giappone che subì il quasi totale annientamento della 109ª divisione(tra i 18mila e i 20mila morti) e che lasciò a Okinawa il compito di difendere le isole metropolitane.

Lo scatto eseguito ad Iwo Jima lasciò un segno indelebile nella storia, ispirando molti film come “Lettere da Iwo Jima” o monumenti come il “Marine Corps War Memorial” a Washington.

Marine Corps War Memorial a Washington
Locandina di “Lettere da Iwo Jima”

 

 

 

 

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