Quello che San Daniele Comboni ha lasciato

Le suore alla ricerca della povertà e della sincerità

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Le missioni di Daniele Comboni sono partite integrandosi con quelle dell’Istituto don Mazza e, dopo essere partito per l’Africa, ha visto intorno a sé crearsi un vuoto di persone e luoghi. Quindi ha deciso di tornare e, fisicamente stremato, si è rivolto direttamente alla tomba di San Pietro, dove ha scoperto il Piano che avrebbe dovuto seguire. Per attuarlo, Comboni ha fondato a Verona i propri Istituti missionari: l’Istituto dei Missionari per la Nigrizia – MCCJ (1 giugno 1867) e l’Istituto delle Pie Madri della Nigrizia – SMC (1 gennaio 1872). I missionari e le missionarie avevano e hanno lo scopo di unificare l’Africa attraverso l’Africa, convertendo i suoi abitanti e sperando che essi diffondano la Buona Parola per pacificare mano a mano il Paese.

Negli anni ’30 – ’60 l’Istituto conosce la massima espansione: si moltiplicano il numero e le opere delle Suore Missionarie Comboniane. La Congregazione si estende in altri Paesi dell’Africa, raggiunge poi gli Stati Uniti e l’America Latina; entra nel Medio Oriente e si estende in Europa, soprattutto con centri per la formazione di nuovi membri.

Oggi le missioni in giro per il mondo sono molte e comprendono 35 Paesi tra Africa, America, Europa e Asia, e il loro obiettivo è quello di accogliere chi è più in difficoltà, indirizzandolo anche alla conversione.
(foto in copertina:http://www.comboniane.org/it)

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Sono un adolescente di 15 anni, nato in inghilterra da mamma italiana e padre inglese, abito nella provincia di Verona dal 2005 e frequento il liceo classico nella scuola paritaria alle Stimate. La scelta dell’indirizzo classico e` dovuta all’apertura mentale che ho e l’approccio con le materie umanistiche che ho sempre amato e coltivato fin da piccolo. Non solo latino e greco, ma anche scienze e matematica sono molto importanti per me. E` per questo che seppur non facendola come materia a scuola ho preso in prestito dei libri di fisica per approfondire la materia e per portare avanti anche i progetti che faccio con i miei amici. Ci piace costruire oggetti strani e passare tempo fuori all’aperto, ma anche il tempo per i videogiochi non manca. Ma oltre agli amici passo molto tempo ad allenarmi con la mia squadra di basket, con cui ho condiviso vittorie e sconfitte, tutte esperienze che hanno formato la persona che sono: simpatico, socievole e curioso. Non conosciamo la conformazione della maggior parte delle cose che ci circondano, per questo uno dei miei obiettivi e` conoscere più cose possibili per eliminare le mie incertezze.

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