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Il 29 marzo abbiamo attuato l’ora legale portando le lancette avanti di un’ora: ci si alza un’ora prima la mattina, ma si posticipa l’accensione e quindi il consumo della luce alla sera sfruttando al meglio la luce solare.

La proposta si avviò per la prima volta a Parigi da Benjamin Franklin, uno dei “padri fondatori” americani. Il politico per tutta la sua vita si appassionò alla scienza, fu proprio lui infatti ad inventare il parafulmine, e nel suo saggio “Un progetto economico per diminuire il costo della luce”, che venne pubblicato nel Journal de Paris nel 1784 avanzò un’idea veramente originale.

Le fabbriche che si stavano diffondendo sempre di più con la prima rivoluzione industriale, avvenuta in Inghilterra nel 1770, obbligavano le persone a mantenere uno stile di vita diverso da quello degli agricoltori: al mattino, quando era già presente e possibile da sfruttare la luce, le persone dormivano. Mentre alla sera si usavano candele e lampade ad olio per illuminare la buia notte. 

Benjamin Franklin capì per primo che i cambiamenti sociali dovuti dalla rivoluzione industriale avevano bisogno di di un’ottimizzazione dell’energia. Perciò obbligò il popolo ad alzarsi prima al mattino così da sfruttare al meglio la luce solare.                                                                                           

Fece questo come? Tassando le persiane, razionando le candele, proibendo la circolazione notturna e installando per le città delle rumorose sveglie che sparavano colpi di cannone.

Questo risparmio energetico scemò in poco tempo. Fu però considerato di nuovo a inizio Novecento, circa nel 1907, da William Willet, un inglese, che propose di attuarlo alla Camera dei Comuni britannica. Nel tempo di guerra il risparmio di energia era davvero importante così nel 1916 venne subito attuato ma non solo nel Regno Unito, anche in Italia e in altri paesi d’Europa.  

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