#Restateacasa, ma chi una casa non ce l’ha?

Durante il lockdown totale in Italia, sui social è comparso L’hastag “Restate a casa” ma avete mai pensato a chi non ha una casa?

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Per quanto a noi possa sembrare normale avere un posto dove mangiare e dormire tutti i giorni, ci sono persone che questa fortuna non ce l’hanno. Mi riferisco agli oltre 50 mila senzatetto in Italia che durante la quarantena si ritrovano soli.

Proprio per queste persone è stata creata una campagna parallela a quella #iorestoacasa, ovvero #Vorreistareacasa, che vuole richiamare l’attenzione sugli individui in difficoltà.

Gli spazi che normalmente vengono dedicati ai senzatetto non sono in grado di assicurare le distanze di sicurezza e le norme sanitarie stabilite dallo Stato.

Per capire meglio, il presidente di Binario 95, Alessandro Radicchi, ha rilasciato un’intervista per dire che «ora è quella di trovare dei luoghi separati dai centri di accoglienza, dai dormitori, dalle strutture diurne dalle mense in cui senzatetto che presentano sintomi sono positive al tempo ne possono trascorre la quarantena. Spazi isolati che non siano i marciapiedi delle strade. Le misure decretate dallo Stato impongono una riscoperta del senso di comunità, perché da sole non servono a nulla.»

Chi non ha una casa, come può rispettare il decreto?

Non può, continua a vagare come fa sempre. Se sei senzatetto, hai solo due opzioni: stare bene stare male. Non ci sono tutele.

Come è nato l’hashtag #iovorreirestareacasa?

Dopo aver visto l’intervista di Fiorello #IoRestoACasa, avrei voluto fargli presente che ho dovuto rispedire in strada Emanuele per mancanza di posto in dormitorio.

I servizi di accoglienza sono stati interrotti?

Certamente no, abbiamo ridimensionato le misure di sicurezza e diminuito il numero di persone che utilizzano i vari servizi, come la mensa o i bagni; manteniamo gli ambienti ancora più puliti del solito, mettiamo a disposizione mascherine e igienizzanti, ma la situazione è difficile, per noi come per gli altri.

Se qualcuno contraesse il virus, dovreste chiudere il dormitorio per tutti?

Sì, è il rischio maggiore. L’altra sera al dormitorio femminile si è presentata una signora con il figlio, aveva la febbre, l’abbiamo accompagnata all’ospedale, ma se non presenti sintomi gravi non ti ricoverano e ti dicono di restare a casa in quarantena. Ma che quarantena può fare chi non ha una casa?

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Sono una studentessa al secondo anno di liceo classico alle Stimate, mi chiamo Mariavittoria e abito nella provincia di Verona. Sono una persona solare e cerco sempre il lato positivo delle cose, mi piace contagiare gli altri con l’entusiasmo e vedere in loro la serenità che provo a trasmettere. Nel tempo libero mi piace disegnare, ascoltare musica di vari generi e trovare sempre nuovi passatempi, ma più di tutto mi piace dormire. Pratico uno sport a livello agonistico tre volte a settimana e partecipo a diversi corsi extrascolastici. Il fine settimana (oltre a dormire molto) cerco di “staccare la spina” dalla frenesia di tutti i giorni e mi distraggo uscendo con gli amici e guardando serie tv. Non ho un’idea precisa su un eventuale professione dopo gli studi, ma ciò a cui aspiro è trovare un lavoro che mi piaccia e, soprattutto, che mi permetta di viaggiare il più possibile. Mi piacerebbe molto fare l’esperienza di studio all’estero durante il liceo.

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