“Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa.” (Gesù a S. Faustina).  

Con queste parole Gesù spiegò a Santa Faustina Kowalska, una suora e mistica polacca che tra la prima e la seconda guerra mondiale ebbe numerose visioni del Risorto, che si sarebbe dovuta istituire la festa della Divina Misericordia, nella domenica dell’ottava di Pasqua. La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore“.

Questo legame è sottolineato dal fatto che la novena che si recita in preparazione alla festa inizia il Venerdì Santo, e termina appunto per la Solennità. Questa novena è stata desiderata da Gesù che ha promesso di  elargire  grazie di ogni genere a chi l’avrebbe recitata con devozione. Gesù ha anche spiegato a Santa Faustina la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della Festa: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre“.

Il Signore chiede che durante la Festa della Misericordia venga solennemente benedetta I’Immagine di Gesù Misericordioso, che lo rappresenta così come è apparso a Suor Faustina. Nel dipinto si vedono due raggi di luce partire dal Sacro Costato. Gesù spiega questo dettaglio alla Santa: “I due raggi rappresentano il sangue e l’acqua“. Da quel cuore, commentava il Papa polacco, “scaturisce la grande onda di misericordia che si riversa sull’umanità”. Gesù chiede quindi la venerazione pubblica di tale Immagine in quel giorno. Oltre a questo, il Signore vuole che i sacerdoti in quel giorno parlino nell’omelia della Divina Misericordia e dimostrino alle anime l’inconcepibile Misericordia di Gesù nella sua Passione e in tutta l’opera della Redenzione.

Con l’istituzione di questa Solennità San Giovanni Paolo II concesse anche l’indulgenza plenaria, che si ottiene alle consuete condizioni:

  • completo distacco dal peccato anche veniale;
  • confessione sacramentale per ottenere il perdono dei peccati;
  • comunione eucaristica, per essere spiritualmente uniti a Cristo;
  • pregare secondo le intenzioni del Papa, per rafforzare il legame con la Chiesa.

Vent’anni fa nel giorno dell’istituzione di questa solennità, San Giovanni Paolo II elevò agli onori dell’ altare la sua connazionale, Santa Faustina Kowalska, sulla cui tomba si recava a pregare, al termine del lavoro alla fabbrica chimica Solvay, ogni giorno, quando ancora era ragazzo. Il legame inscindibile fra Karol Wojtyla e la Solennità della Divina Misericordia, si è reso ancora più manifesto, nel giorno della sua morte, avvenuta proprio alla Vigilia della Festa della Divina Misericordia, alle 21.37 di sabato 2 aprile 2005. Inoltre fu anche beatificato, il primo maggio 2011, e in seguito canonizzato, il 27 aprile 2014, sempre nella domenica dedicata a questa Solennità a lui molto cara. 

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Marco Chiaramonte
Ho quindici anni e frequento la quinta ginnasio all’istituto “Alle Stimate” di Verona. Ho scelto il liceo classico perchè sono più portato per le materie umanistiche. Ero curioso di studiare il greco e il latino e non mi sono pentito della scelta che ho fatto perchè ogni giorno imparo cose nuove. Nel tempo libero mi piace giocare a tennis, anche se non lo pratico più da un anno per dedicarmi maggiormente allo studio. Sono appassionato di arte sacra e di oggetti liturgici. Un altro mio hobby è la cucina; mi piace molto guardare programmi culinari e cucinare. Amo inoltre passare del tempo con la mia famiglia. Non so ancora con precisione cosa farò dopo la maturità, ma sicuramente mi piacerebbe studiare Teologia.

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