Pop-Up una nuova interpretazione della ristorazione

Abbiamo incontrato lo chef stellato Giancarlo Perbellini, il quale ci ha presentato un nuova proposta per riavviare l’attività dopo il coronavirus.

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La fase 2 consente la riapertura dei ristoranti, ma le normative imposte potrebbero condizionare questo momento: la distanza tra un coperto e l’altro che non dovrà essere inferiore ad 1 metro – distanza che potrà essere ridotta se al tavolo siedono solo componenti della stessa famiglia o conviventi –, le mascherine che saranno obbligatorie per il personale di cucina, per quello che svolge il servizio ai tavoli e alla cassa, non potranno essere utilizzati i menù cartacei, si dovrà misurare la temperatura dei clienti e ci saranno dispenser di gel igienizzante messi a disposizione in più punti del locale per i clienti.

Queste sono solo alcune norme che tutti i ristoranti dovranno seguire, così come farà il nostro chef stellato veronese Giancarlo Perbellini, che ha già predisposto nei suoi ristoranti, compreso quello di Milano, tutti i dispositivi richiesti per la riapertura prevista a fine settimana, il 29 Maggio.

Sicuramente tutte queste normative non sono molto incoraggianti per i ristoratori perché la preoccupazione maggiore è la diminuzione dei coperti, che va ad incidere sulle spese di un ristorante e il pensiero che magari per le persone tornare al ristorante in questo momento non sia una delle priorità più importanti, soprattutto perché ci sono meno soldi.

Lo stesso chef non nasconde il pensiero che forse sarebbe meglio in questo momento restare chiusi, però pensa che sia giusto essere positivi e procedere anche in questa nuova esperienza.

Abbiamo incontrato lo chef davanti al suo ristorante di prossima apertura, “Pop-Up” situato nel pieno centro di Verona.

Dal colloquio intercorso, oltre alla scrupolosa osservanza delle normative di sicurezza, sono emersi dei pensieri positivi, lo Chef identifica due tipologie di clienti: quelli che vogliono ritornare al ristorante e quelli timorosi che preferiscono attendere e stare alla finestra a guardare cosa succede.

E’ stata accuratamente studiata la ridistribuzione dei tavoli per consentire un adeguato numero di coperti, nel rispetto delle distanze, con il fine di mantenere il posto di lavoro di tutti i dipendenti.

Anche il menù è stato rivisitato con una riduzione della proposta dei piatti, creati però per offrire una nuova cucina contemporanea.

Il 29 maggio ci sarà presentata la nuova interpretazione della ristorazione: benvenuto “Pop-Up”!

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