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Le difficoltà economiche che affliggono il Sudan, da qualche anno ormai, hanno causato un netto peggioramento delle condizioni igieniche di tutti gli zoo dello Stato. La situazione era stata resa nota a gennaio 2020, quando proprio un cittadino sudanese, Osman Salih, inorridito da quello spettacolo, ha denunciato l’accaduto e ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sui social. 

Durante i mesi successivi, dato il successo e il sostegno ottenuto da utenti di tutto il mondo, è iniziato un grosso lavoro di rivalutazione degli ambienti faunistici dello zoo di Khartorum. L’impresa di Salih è stata ed è tutt’ora condivisa tramite la sua pagina Instagram (@0smano), che continua ad arricchirsi di amanti degli animali e del lavoro del giovane sudanese. 

Una volta completati i lavori di restauro di Khartoum, Osman ha dovuto interrompere il suo impegno a causa del Covid. La pandemia, però, non lo ha fermato: ora il “difensore di animali” viaggia per tutto lo Stato per salvare i leoni rimasti abbandonati negli zoo.

Inoltre Salih ha iniziato a collaborare con l’associazione Sudan Animal Rescue, di cui scrive il 500 Words Magazine: “A Gennaio 2020, le foto di cinque leoni gravemente denutriti nello zoo di Al Qurashi Family Park a Khartoum sono diventate virali sui social, attirando l’attenzione internazionale e l’aiuto necessario per salvare i leoni e altri animali dello zoo. Osman si trovò al centro del progetto di salvaguardia degli animali in seguito alla condivisione di alcune foto” scrive il giornale, “e poco dopo, quando sono nati quattro cuccioli, un’associazione internazionale per la cura degli animali gli propose di aiutarli viaggiando per tutto il Sudan. Nonostante ciò, alcuni animali sono comunque deperiti.”

Salih voleva fare di più; oltre che dare un aiuto sul campo sta ora lavorando per costruire il primo centro di soccorso per animali nel suo Paese, il Sudan Animal Rescue Centre. Insieme a lui ci sono numerosi volontari, tra cui molti veterinari che sono contenti di aiutare gli animali in attesa di soccorso.  

Il fenomeno social scatenato da Osman Salih ha rievocato la sensibilità di moltissime persone anche in Italia. Tra le tante iniziative nate dopo l’evento del Sudan, c’è anche l’istituzione di un premio dal Comune e l’università di Verona contro la sperimentazione animale. Il sindaco Federico Sboarina ha decretato che le necessità di ricerca scientifica e il rispetto della vita animale debbano proseguire in parallelo. Per questo, è prevista una ricompensa di 1500 euro per lo studente o la studentessa che presenterà la migliore tesi di laurea su metodologie alternative alla sperimentazione animale.

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Sono una studentessa al secondo anno di liceo classico alle Stimate, mi chiamo Mariavittoria e abito nella provincia di Verona. Sono una persona solare e cerco sempre il lato positivo delle cose, mi piace contagiare gli altri con l’entusiasmo e vedere in loro la serenità che provo a trasmettere. Nel tempo libero mi piace disegnare, ascoltare musica di vari generi e trovare sempre nuovi passatempi, ma più di tutto mi piace dormire. Pratico uno sport a livello agonistico tre volte a settimana e partecipo a diversi corsi extrascolastici. Il fine settimana (oltre a dormire molto) cerco di “staccare la spina” dalla frenesia di tutti i giorni e mi distraggo uscendo con gli amici e guardando serie tv. Non ho un’idea precisa su un eventuale professione dopo gli studi, ma ciò a cui aspiro è trovare un lavoro che mi piaccia e, soprattutto, che mi permetta di viaggiare il più possibile. Mi piacerebbe molto fare l’esperienza di studio all’estero durante il liceo.

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