Il 21 gennaio è uscito in tutte le librerie “Tana libera tutti”, libro-testimonianza scritto dall’ex sindaco di Roma Walter Veltroni per far conoscere ai ragazzi la storia di Sami Modiano, sopravvissuto alla crudeltà dell’olocausto.

Sami Modiano (immagine tratta da Il muro della memoria)

Questo libro ripercorre tutta la vita di Sami, che all’età di otto anni si vide strappar via il suo diritto all’istruzione e a tredici venne deportato nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau dove perse la cosa più preziosa che aveva: la famiglia. Venne privato della libertà e del suo diritto di essere umano; il motivo di tutto ciò? Essere ebreo.

Sami oggi ha 90 anni, di tutta la comunità ebraica di Rodi solo venticinque persone sono riuscite a salvarsi. Si è sempre domandato perché proprio lui si fosse salvato e con il tempo è riuscito a capire che era stato scelto per dare testimonianza. Modiano, infatti, nel 2005 quando per la prima volta ritorna ad Auschwitz-Birkenau, capisce che la sua missione nella vita è quella di far conoscere la sua storia a più persone possibili. Per questo da allora gira le scuole medie e superiori di tutta Italia per raccontare il suo vissuto, nonostante rievocare quei ricordi gli provochi un dolore immenso. Quest’uomo, che porta sul proprio corpo il terribile tatuaggio che veniva impresso sulla pelle dei deportati (lui era identificato con il numero B7456), ha scelto di dedicare la sua intera esistenza a questo compito.

“Tana libera tutti”, che ci dà una visione delle atrocità dell’olocausto viste con gli occhi di un bambino, è diviso in quattro parti. La prima ci racconta dell’infanzia di Sami nella sua terra natale, Rodi, che al tempo era parte del territorio italiano. La seconda tratta del viaggio verso Auschwitz con il padre Jacob e la sorella Lucia. La terza descrive l’arrivo nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e le brutture che ivi accadevano. Nell’ultima parte infine, vengono pubblicate alcune foto del protagonista.

ingresso al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau (immagine tratta da il Resto del Carlino)

«Una vicenda di questo tipo, che fa vedere dove l’uomo può essere capace di arrivare, rischia di creare paura. Per questo ho cercato di rispettare due esigenze: da un lato raccontare la storia di Sami, dall’altro provare a offrire anche un quadro complessivo di cosa stava accadendo», spiega l’autore.

È da tutta la vita che Walter Veltroni si prepara per scrivere questo libro. Essendo un libro rivolto principalmente ai giovani, viene utilizzato un linguaggio semplice e delicato che spesso stride con la crudezza dei fatti raccontati.

Walter Veltroni (immagine tratta da Mesthriller)

«Ho scelto lo stesso linguaggio di Sami, io con lui sono stato tante volte. E’ sempre stata la sua dolcezza a colpirmi», afferma l’autore.

Questo libro si aggiunge all’elenco dei tanti libri che raccontano di questa triste pagina di cui purtroppo l’umanità si è macchiata e la cui lettura è necessaria perché nessuno si scordi ciò che è avvenuto, affinché gli errori passati non si ripetano in futuro.

Sicuramente qualcuno si chiederà quale sia il significato del titolo; la risposta si può trovare tra le pagine del libro.

«Mi metto a giocare a nascondino. Il gioco più pericoloso. I nazisti mi cercano, io sfuggo e con un balzo arrivo a un albero, batto la mano sul tronco, grido la frase magica, si aprono i cancelli e tutti possono tornare a casa. “Tana libera tutti!” Sarebbe meraviglioso. Ma qui siamo ad Auschwitz».

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