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Clubhouse, questo il nome del nuovo social creato ad aprile del 2020 e al momento disponibile solo per gli utenti Apple. Il prodotto si basa principalmente sulle stanze vocali in tempo reale e non esiste la possibilità di scrivere messaggi e postare foto e video. 

Per poter accedere alla nuova applicazione bisogna essere invitati tramite qualcuno dei propri contatti che ha già avuto l’opportunità di entrarci. Una volta entrati, si può iniziare ad usare il social. Ci si verifica con il proprio numero di telefono, si decide un nickname e si personalizza la bacheca scegliendo alcuni interessi personali. 

Il social è formato dalle stanze, che noi possiamo immaginare come delle chiamate di gruppo in cui si affrontano temi differenti. Al momento esistono tre tipi di stanze: aperte, social e chiuse

Le stanze aperte sono aperte a qualsiasi persona e si può intervenire solo dopo aver ricevuto il permesso del creatore, le stanze social sono visibili solo alle persone che si seguono e le stanze chiuse sono accessibili solo a chi l’ha creata e a chi è stato invitato.  

Tantissime celebrità sin dalla sua creazione hanno iniziato ad usarlo, tra cui Drake, Oprah Winfrey e Kevin Hart, e da poco se ne sono iscritte altre come Elon Musk e Mark Zuckerberg

E la privacy? 

Il social è ancora in fase di sviluppo, ma gli utenti si sono già preoccupati riguardo alla propria privacy e alcune normative sembrano non essere corrette. 

Le conversazioni non sono registrate, infatti terminata la conferenza, l’audio viene eliminato. Perciò, al contrario di altri social come Instagram o Facebook, non è possibile recuperare le vecchie registrazioni e renderle pubbliche. I creatori hanno rivelato che le dirette vengono conservate in modo provvisorio per verificare che non ci siano violazioni dei termini di servizio

Questa applicazione può essere utilizzata solo da maggiorenni, anche se non c’è alcun tipo di controllo dell’età. Basta una semplicissima spunta per dichiarare anche un’età fasulla.

Il logo di Clubhouse

Nell’applicazione non si tiene conto dei diritti sulla privacy previsti in Europa, nonostante l’app sia disponibile in download. Fatto ancora più strano è la mancanza di un rappresentante europeo, come l’articolo 27 del GDPR prevede, essendo l’app e la società che l’ha fondata americane. 

L’obbligo di condividere la propria rubrica dei contatti telefonici non viene specificato, ma il social acquisisce comunque l’informazione

Quando il profilo viene eliminato non prevede termini definiti e si fa riferimento ad alcuni dati che potrebbero rimanere nel server della società, ma questi quali sono? Non lo sappiamo. Inoltre viene sottolineato che la società potrebbe condividere i dati personali con terze parti, ma senza alcun tipo di avviso. 

In generale la politica sulla privacy rimane molto vaga e non va a specificare nessun tipo di informazione riguardo il trasferimento dei dati negli Stati Uniti

Questo social da molti è ritenuto il social del futuro, ma solo il tempo potrà darci risposte.

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