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Il 10 marzo è l’anniversario di morte di una delle donne più ammirevoli della storia, che ha passato la sua vita ad aiutare la sua gente e che non si è mai arresa di fronte ad alcun ostacolo. La paura, la violenza, l’umiliazione sono tutte sensazioni che ha provato in prima persona, ma che non l’hanno mai fermata dal raggiungere il suo obiettivo: la libertà.

Harriet Tubman, originariamente chiamata Araminta Ross, nacque in schiavitù tra il 1820 e 1825 nello stato del Maryland. A sei anni venne venduta come tata a una certa miss Susan, dalla quale per la prima volta nella sua vita venne frustata e picchiata. La sua infanzia fu un alternarsi di lavori forzati, malattie, spostamenti e oppressione.

Harriet Tubman

La vita di Araminta venne segnata per sempre da un incidente avvenuto nel suo paese. Un giorno, mentre era per strada per una commissione, vide uno schiavo riuscire a scappare dal padrone. Quest’ultimo gridò alla ragazza di fermarlo, ma lei non si mosse e lo schiavo riuscì a correre più lontano. Il padrone a quel punto lanciò un oggetto di metallo del peso di circa un chilo, forse rivolto allo schiavo per tentare di fermarlo, ma colpì in testa la giovane Araminta, che cadde a terra esanime. Dopo due giorni di riposo, la ragazza fu obbligata a tornare a lavorare nei campi, ma si portò per sempre le conseguenze del gesto con frequenti emicranie, capogiri e visioni mistiche, che interpretò spesso come “segni divini”.

Nel 1849 si ribellò ai suoi padroni riuscendo a scappare e capì che lo scopo della sua vita fosse quello di aiutare la sua famiglia e i suoi fratelli neri a raggiungere i Paesi dove la schiavitù era già stata abolita. Per questo motivo viaggiò per circa undici anni attraverso gli Underground Railroad, una rete di percorsi segreti utilizzati dagli schiavi per sfuggire ai padroni, andando avanti e indietro, salvando centinaia di uomini, donne e bambini.

Un paio di anni dopo esser divenuta una donna libera, Araminta tornò a cercare il marito John Tubman, ma lo trovò sposato a un’altra donna e così si considerò una donna completamente indipendente, anche dal vincolo matrimoniale.

Allo scoppio della Guerra di Secessione, Harriet capì che, se l’Unione avesse vinto, la schiavitù sarebbe stata quasi certamente abolita. Lavorò allora a fianco dei vertici dell’esercito nordista come spia, esploratrice e infermiera, sino a diventare la prima donna a guidare una spedizione armata in North Carolina, che liberò ben 750 schiavi.

Harriet Tubman diventò famosa anche per i suoi ideali, oltre che per le sue imprese. Si recò infatti a New York, Boston e Washington per parlare a favore del diritto di voto delle donne. Riferendosi alla Guerra Civile, raccontò dei grandi sacrifici di innumerevoli donne nel corso della storia moderna come prova dell’uguaglianza dei sessi. Quando venne fondata la Federazione nazionale delle donne afroamericane, nel 1896, la Tubman fu l’oratore del primo incontro.

Harriet e la banconota da 20 dollari

Prototipo di banconota da 20 dollari

Nel 2016 il segretario al Tesoro statunitense Jack Lew annuncia l’intenzione di aggiungere il ritratto della Tubman nella parte anteriore della banconota da 20 dollari, spostando il ritratto del presidente Andrew Jackson, proprietario di uno schiavo, nella parte posteriore. Donald Trump decide però di non consentire la modifica della banconota, fermando ancora una volta il riconoscimento istituzionale di Harriet. Sarebbe stata la prima donna a essere raffigurata su una banconota degli Stati Uniti. L’amministrazione Biden però a gennaio ha riaperto il progetto, affermando che “è importante che i nostri soldi riflettano la storia e la diversità del nostro Paese”.

Nel corso degli anni Harriet diventa un simbolo della lotta per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti e, nonostante gli echi razzisti del Paese e dell’amministrazione Trump, è riconosciuta come un emblema di generosità e coraggio, di dedizione e volontà, che nessun governo potrà mai far dimenticare.

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Letizia Girelli
Ho 15 anni e frequento il liceo classico Alle Stimate. Ho un fratello più piccolo e una sorella più grande, con cui ho un rapporto speciale di amore e odio. Pratico danza moderna e fino all’anno scorso giocavo anche a tennis. Mi sono sempre piaciute le materie umanistiche, in particolar modo l’epica e la letteratura, che trovo estremamente affascinanti. Amo viaggiare, conoscere nuove culture e parlare la lingua inglese e, fortunatamente, ne ho la possibilità. Nel tempo libero mi piace guardare serie tv, leggere libri e fare lunghe chiamate con i miei amici. Sono una ragazza molto sensibile e determinata, mi piace fare nuove amicizie e passare il tempo con i miei amici. Il mio difetto più grande penso sia quello di vedere sempre prima il bicchiere mezzo vuoto invece che quello mezzo pieno. Non ho ancora un’immagine chiara del mio futuro, ma spero di trovare una professione che mi piaccia e che mi renda felice.

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