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E’ un Paese stremato quello che sta combattendo ormai da più di anno contro il Covid19: cambi di governo e proteste non sono bastati per risanare una società alienata e un’economia sempre più zoppicante. Rispetto però allo scorso anno è finalmente pronto il vaccino. Anche Verona si è messa in moto e si è fatta trovare pronta, è stato infatti allestito un centro di somministrazioni in Fiera, dove ad oggi sono arrivate circa 12000 dosi e dove giornalmente, dalle 8 alle 18, oltre 500 persone vengono vaccinate (considerando anche la provincia sono circa 60000 le dosi arrivate). Ovviamente non sono però mancate le critiche, e a tal proposito quella che ha preso di mira la casa farmaceutica Astrazeneca ha riscontrato più consensi delle altre, in seguito anche ai due decessi avvenuti in Italia, che però non sono riconducibili al vaccino. In una situazione così delicata quindi, abbiamo sentito cosa pensa e come intende agire il sindaco Federico Sboarina.

Sindaco Sboarina, come sta procedendo la campagna vaccinale?

La campagna vaccinale sta procedendo bene, abbiamo allestito in Fiera un grande centro vaccinale (con rispettivo centro tamponi), dove stanno lavorando molto bene sia gli operatori sanitari che la protezione civile, tanto che spesso riceviamo messaggi di soddisfazione e di congratulazione delle persone che si vaccinano per via della nostra organizzazione e dei grandi spazi che offriamo. Tra l’altro gli spazi della fiera sono fatti in modo tale che si potranno aumentare le postazioni per fare il vaccino, ma c’è anche la possibilità di liberare altri punti della città: ovviamente però tutto questo dipende dall’arrivo o meno dei vaccini, noi comunque vogliamo assolutamente farci trovare pronti nel momento in cui questi arriveranno.

Il sindaco Sboarina, accompagnato dalla dottoressa Signorelli, al centro di vaccinazioni in Fiera

La temporanea sospensione del vaccino Astrazeneca, ora ripristinato, può in qualche modo influenzare la situazione in Veneto oppure creare ulteriori preoccupazioni riguardo l’affidabilità dei vaccini?

Dal punto di vista organizzativo è difficile dirlo, pare comunque che nei casi di decesso non ci sia un collegamento tra esso e il vaccino. Il messaggio che io voglio trasmettere però è quello che il vaccino è il passaggio fondamentale per superare questa pandemia.

Andando avanti di questo passo, sperare in un’estate che si avvicini alla normalità è un concetto fin troppo utopico?

Io spero vivamente di no, e ritengo che la vera variabile rispetto all’anno scorso è che di fatto ora c’è il vaccino. Mi auguro veramente che l’estate sia il più vicino possibile alla normalità, sia dal punto di vista sanitario della comunità, sia dal punto di vista economico: una città come Verona che vive anche di un’economia basata sul turismo non può permettersi un’altra estate vissuta come questi ultimi mesi.

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