L’artigianato e la manualità sono da sempre due eccellenze che hanno reso il nostro paese celebre in tutto il mondo, rendendo specifici prodotti o tecniche secolari dei veri e propri punti di riferimento dell’ambito. Un esempio locale è senza dubbio il mercato del mobile, molto diffuso e ormai vera e propria tradizione del territorio veronese.

Alessandro Tosato

Purtroppo però negli ultimi tempi anche questo settore ha vissuto una forte crisi, e non si sta solo parlando di Covid, bensì di un lento declino che ormai affligge questo mercato da decenni. Fortunatamente sono venute in soccorso nuove realtà come quella di Lignum, un consorzio che si definisce “di tutela del Mobile” e che promuove il rilancio di questo settore. Di cosa si occupa nello specifico, e come superare questa crisi sono tutte domande a cui ha potuto rispondere direttamente il neo presidente del consorzio, Alessandro Tosato.

Cosa rappresenta Lignum e cosa vuol dire a livello personale ricoprire il ruolo di presidente?

Lignum è un consorzio, quindi un’associazione di aziende che si sono riunite nel 2017 per riuscire principalmente a cambiare mentalità, nel senso di cambiare approccio e di collaborare tra aziende in modo tale da creare nuove opportunità, sia a livello commerciale, sia a livello di formazione, dato che tra i nostri obiettivi c’è anche quello di creare nuove competenze di alto livello e specializzate sul nostro settore, che verte su tutta la filiera legno e arredo. A livello personale, la carica di presidente è una grande responsabilità (per cui vado molto orgoglioso di essere stato eletto) e per me Lignum rappresenta un’occasione di crescita personale, prima ancora che aziendale, dato che confrontarsi con altri imprenditori della filiera aumenta l’esperienza e di conseguenza anche la competenza, e questo credo sia il primo valore del consorzio: non vedere più il proprio vicino come un concorrente, bensì come un possibile collaboratore.

Prendendo in considerazione la situazione legata al territorio veronese, sa dare una spiegazione della crisi e di conseguenza anche della frequente chiusura di piccole e medie imprese legate al mobile?

E’ vero che c’è e c’è stata una crisi del settore, ma è anche vero che ad oggi il distretto del mobile conta più di 1200 partite IVA con più di 6000 addetti occupati: sono quindi numeri ancora importanti e considerevoli per il territorio. Il settore ha subito una crisi dovuta principalmente ai problemi di mentalità che Lignum cerca di risolvere, ovvero quella chiusura che spesso porta a concentrarsi esclusivamente sul proprio orticello e quindi anche a non avere un approccio verso il mercato e di conseguenza verso il cliente: questo non ha permesso un aggiornamento a livello organizzativo, gestionale e stilistico. Un altro motivo è la formazione, in particolare una competenza che non si è aggiornata e non è andata al passo coi tempi. Nonostante questo, è importantissimo ricordarsi che l’esperienza dei nostri padri non deve essere tralasciata, anzi, rappresenta un valore aggiunto che non bisogna mai perdere: insieme ad una competenza aggiornata è allo stesso tempo indispensabile tenere mente la propria storia.

L’artigianato locale riuscirà a sopravvivere e a competere con il mercato internazionale?

Credo di sì, ovvio però che bisogna avere le idee chiare su dove si vuole andare, dato che le capacità e le competenze del nostro artigianato sono per un mercato di alto livello, l’obiettivo è far emergere e far notare questi valori.

Anche in relazione alla pandemia che stiamo vivendo, prevede un 2021 di progresso o di ulteriore crisi?

Fare previsioni in questo periodo è estremamente difficile, posso dire però che le nostre aziende hanno risposto e stanno rispondendo con forza. Nonostante il momento sia molto complicato, molte nostre aziende si stanno comunque innovando dal punto di vista stilistico, e quindi con nuove collezioni, e in generale la loro risposta è stata importante e orgogliosa.

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