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Negli ultimi tempi le nostre vite sono profondamente mutate a causa della pandemia di Covid-19. In particolare un aspetto della nostra quotidianità è cambiato: col tempo siamo finiti a parlare sempre di questioni legate al virus, trascurando altri aspetti importanti della vita.

La pandemia ci ha costretto a stare in casa e a smettere di uscire per paura del contagio; ma tutti questi attimi che passiamo isolati dal mondo esterno, che anche adesso regala momenti semplici ma belli, limitano le nostre abitudini e ci fanno perdere lo sguardo sulla vita.

Come afferma Alessandro Baricco nella sua rubrica per Il Post: «Ciò che sta succedendo è che umani capaci di vivere non lo fanno più. [..] Stanno dimenticando, a furia di non farli, gesti che ritenevano importanti, o quanto meno graziosi: applaudire, urlare, andare lontano, insegnare girando tra i banchi [..]. Sistematicamente, e con grande determinazione, predicano la solitudine, la scelgono e la impongono, come valore supremo [..]. Per concludere: vivono appena. Sorpresi da una pandemia, rinunciano a vivere per non morire».

Partendo da queste riflessioni abbiamo colto alcune testimonianze di tutto quello che stiamo perdendo in questa situazione e abbiamo capito che, proprio riflettendo sul lato positivo della vita, siamo riusciti ad andare avanti.

L’intervento dell’arcivescovo di Milano

A tal proposito l’arcivescovo di Milano Monsignor Delpini, nell’intervista rilasciata lo scorso 6 aprile al Corriere della Sera, ha pronunciato queste frasi: «Se il virus occupa tutti i discorsi non si riesce a parlare d’altro. Quando diremo le parole belle, buone, che svelano il senso delle cose?».

L’arcivescovo Delpini in una celebrazione. Foto: Corriere della Sera.

Partendo da queste parole dell’arcivescovo, abbiamo raccolto le opinioni di alcune persone, in merito a come stanno vivendo questa situazione e abbiamo chiesto loro cosa ne pensano delle sue parole. 

Tutti gli intervistati concordano sul fatto che la situazione legata al virus è spesso presente nelle conversazioni, ma non bisogna dimenticare argomenti che sono altrettanto rilevanti.

In particolare, Alessandro ha detto che concorda con le parole dell’arcivescovo: «Ritengo che abbia ragione. La salute è fondamentale, parlare del Covid è importante perché ci tiene aggiornati su questo argomento e ci rende in grado di combatterlo efficacemente».

«L’ignoranza- prosegue Alessandro – infatti fa sempre paura all’uomo. Ma non bisogna che questo ci distolga da altri argomenti altrettanto importanti. Il Covid infatti finirà, al contrario l’amore, l’amicizia e le passioni non finiranno mai». 

«Non dobbiamo mai dimenticarle o trascurarle, perché sono quelle che ci accompagneranno tutta la vita. Bisogna ripartire dopo questo periodo negativo che abbiamo vissuto; non possiamo pensare di farcela se abbiamo perso noi stessi, perché non deve accadere che, per salvarci dal Covid, moriamo nell’anima», conclude Alessandro. 

Il Covid come argomento comune nelle nostre conversazioni

Annamaria ha dichiarato che le parole di Monsignor Delpini l’hanno fatta riflettere molto, perché sta succedendo proprio così: «Effettivamente in qualsiasi conversazione la parola Covid compare almeno una volta, ormai è diventato un elemento comune». 

«Rimane il fatto che non si può evitare l’argomento del virus, perché bisogna essere informati riguardo alle nuove norme e alle attenzioni che bisogna prendere».

«Soprattutto tutti parlano di questo perché è un argomento di attualità e bisogna comunque stare attenti a quello che succede; allo stesso tempo però ci rendiamo conto che nei nostri pensieri il Covid è troppo presente, e per questo non dobbiamo dimenticare le priorità della vita». 

Carla ci ha detto che il Covid è stato un argomento presente in ogni conversazione: «In questo modo però tanti altri temi sono stati dimenticati. Tuttavia sono pienamente d’accordo con le parole dell’arcivescovo; il suo intervento è stato molto importante e fa riflettere».  

Anche Anna concorda con le parole dell’arcivescovo: «Alla fine arrivo sempre a parlare di Covid, ma sono convinta che Monsignor Delpini abbia ragione e negli ultimi giorni sto proponendo questa riflessione alle persone con cui parlo».

Infine Carola ci ha detto: «Si parla sempre di Covid, anche tra noi adolescenti, quindi non è legato solo al mondo degli adulti. Io, ad esempio, vedo che anche mia sorella parla con le sue amiche del fatto che dobbiamo aspettare il ritorno alla normalità».

Vivere il presente e migliorare per il futuro

Prosegue Carola: «Il virus è sempre all’ordine del giorno; quando vado a camminare e incontro dei miei amici, noto che mi rivolgono tutti la stessa domanda che riguarda sempre il virus. Ma una volta la prima questione riguardava lo sport, la scuola, mentre adesso parlare solo di Covid risulta un po’ pesante e anche triste». 

«Per me le riflessioni dell’arcivescovo sono molto belle: adesso pensiamo solo al futuro e non ci focalizziamo sul presente, che, pur essendo difficile, può regalarci anche qualche soddisfazione». 

«Secondo me non dobbiamo solo pensare a come sarà l’estate, se ci saranno nuove aperture, se si potrà tornare alla normalità; tutto questo è giusto, ma l’importante è anche vivere questo momento al meglio, cogliendone anche gli aspetti positivi. Soprattutto per noi adolescenti è necessario vivere la nostra giovinezza anche in questo periodo difficile, cercando sempre di migliorare e superare le difficoltà», conclude la ragazza. «Cerchiamo di cogliere le bellezze del presente, che in un attimo possono sfuggirci».

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Giacomo Bay
Ho sedici anni e mi piace camminare in montagna e osservare la flora e la fauna dei luoghi che visito. Amo leggere e il mio genere preferito è il fantasy: leggo spesso libri di Tolkien come “Il Signore degli Anelli”. A volte leggo anche romanzi gialli e romanzi storici, dato che una delle mie materie preferite è proprio la storia; mi piacciono tanto anche le altre materie, tranne la matematica. Suono il pianoforte, mi piace nuotare e sono uno scout. Ho la passione della fotografia e io e la mia macchina fotografica siamo pressoché inseparabili: ogni volta che andiamo in vacanza o che facciamo una semplice passeggiata, la porto sempre con me, perchè non si sa mai cosa si può fotografare di bello. Ho scelto il classico perchè mi piacciono le materie classiche e nella mia famiglia è quasi una tradizione. Abito a Castel d’Azzano. Sono una persona gentile, altruista e comprensiva. Da grande mi piacerebbe fare lo storico anche se ho anche altri progetti.

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