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Finalmente l’uscita che tutti noi lettori aspettavamo; i grandi classici appartenenti alla mitologia greca sono in uscita in edicola dal 20 aprile scorso, allegati al Corriere Della Sera.

Una edizione di 30 volumi che attendevamo con ansia e che raccoglie tutti i miti possibili ed immaginabili della dimensione classica, da quello di Ulisse a quello di Sisifo; un percorso letterario mozzafiato e che non riesce mai ad annoiarci grazie alle avvincenti avventure compiute da questi eroi del passato.

Dalle avventure di Eracle alla tragedia di Antigone, dagli enigmi della Sfinge al giudizio di Paride, ecco che il Corriere Della Sera presenta Grandi miti greci, una collana di monografie dedicate agli eroi e agli dèi della mitologia ellenica, appositamente scritte da autorevoli docenti universitari, competenti in tale ambito.

Alcuni dei libri sui miti greci in uscita con il Corriere della Sera.

Perché i miti sono importanti?

I miti ci hanno coinvolto, emozionato e trasmesso insegnamenti morali senza tempo che fin da piccoli riusciamo ad apprezzare a pieno, poiché ci introducono in atmosfere leggendarie, in itinerari incredibili ed estremamente affascinanti che sanno andare al di là della realtà, dove incontriamo divinità simbolo della grecità e altrettanti eroi divenuti progressivamente emblema delle varie società dell’epoca.

Infatti, stiamo parlando di eroi che compiono viaggi straordinari (Odisseo), imprese eccezionali vissute tra pericoli, sentimenti ed in preda alla sorte (Eracle) gesti impulsivi come quelli di Achille, il tutto travalicando epoche storiche e che poi hanno raggiunto la realtà contemporanea.

Un’epopea di narrazioni popolari che racchiudono intrecci complessi di genealogie e di amori, sentimenti messi a tacere, paure e timori in cui il mondo degli uomini è solo lo sfondo di queste vicende, che vedono come protagonisti eroi e divinità. 

I miti greci sono ormai penetrati nel sentire comune dell’identità culturale sia degli antichi sia delle nostre generazioni moderne, dal momento che vengono trattate tematiche “eterne” in cui l’uomo prima o poi si interfaccia nel suo percorso di vita, riuscendo anche ad immedesimarsi in questi racconti ammalianti, capaci di suscitare emozioni contrastanti in cui anche l’uomo odierno è in grado di rispecchiarsi in questo flusso immaginario di eventi fortuiti e vicissitudini, che volenti o nolenti costituiscono la vita dell’essere umano e anche quella degli eroi mitici. 

Rappresentazione nell’arte figurativa di una scena mitica.

I miti rappresentano quelli che sono i vizi e le pulsioni dei comportamenti più violenti e distruttivi degli eroi, in cui l’uomo attuale riesce ad immergersi in toto in quanto viene raccontato, per il fatto che magari si rivede in quel determinato atteggiamento assunto da un eroe in un determinato passo del mito letto.

Infatti, si pensi a Zeus in perenne metamorfosi, pur di soddisfare i suoi piaceri erotici, che si trasforma in cigno per possedere Leda, in toro per unirsi a Europa, in aquila o in pioggia aurea per conquistare la sua amata. 

Oppure il fratello Poseidone, il quale, per unirsi a Demetra, farà di tutto.

Dioniso divinità dell’ebbrezza, della mancanza di regole al quale si attribuiscono le feste delle Baccanti proprio per via della sua indole ambivalente e sregolata, che può perfettamente incarnare alcuni aspetti umani più inclini alla trasgressione delle regole.

Possiamo citare anche la malvagia Eris, dea della discordia, la quale gettò il celebre pomo d’oro con il fine di provocare una terribile disputa fra Era, Atena e Artemide, divinità che si contendevano la vittoria, che si concluse con il giudizio di Paride e la caduta della città di Troia per mano dell’esercito acheo, guidato dell’Atride Agamennone, capo della spedizione panellenica.

L’aspetto attuale dei miti

Insomma, tutti noi conosciamo questi eventi ed attraverso i secoli la memoria mitologica è riuscita a tramandarsi vivida ed a generare numerosi modi di dire nel nostro vivere quotidiano, tanto che quando si ricerca un espediente per cercare di salvarsi da una situazione difficile occorre trovare il cosidetto “il filo di Arianna” che permise a Teseo di uscire dal labirinto a cui si collega nel gergo comune il cosiddetto “piantare in asso qualcuno”  che deriva proprio dall’episodio di abbandono di arianna da parte di Teseo sull’isola di Nasso.

Invece, ciò che ci riporta con il pensiero a quello che è il punto debole di una persona, ossia “il tallone di Achille” mentre per coloro che impiegano il loro tempo inutilmente si dice che stanno “tessendo la tela di Penelope”. 

Da questo elenco di modi di dire possiamo certamente astrarre il fatto che i miti non sono “vecchi o passati di moda” come molto spesso si sente dire, anzi noi dobbiamo molto a quest’ultimi, poiché (come dicevo precedentemente) hanno contribuito alla formazione della nostra società, dando i modelli attraverso divinità ed eroi quelli che sono le caratteristiche proprie di ogni uomo di qualsiasi epoca.

Le medesime argomentazioni valgono per gli eroi, solitamente generati dall’unione di divinità e creature mortali (Peleo e Teti) e molto spesso travolti da eccessi, brame e frenesie.

Il mio discorso non vuole essere un elenco pesante di tutti i miti, ma un cercare di riabilitare questo stereotipo che si ha nei confronti della dimensione mitologica della grecità, ma soprattutto un invito a cogliere la delicatezza e l’universalità dei messaggi che contengono, perciò è necessario sfatare il mito del fatto che queste narrazioni sono ancora considerate antiche, passate, che raccontano qualcosa di non aderente alla realtà e solo puramente immaginabile e di conseguenza ritenute “semplici storielle” perché non è così, infatti, sanno essere estremamente attuali.

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