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“Mi auguro che riusciate a rendervi conto dell’eccezionalità dell’argomento e delle persone che ne parlano”. Ha esordito così il preside dell’Istituto Alle Stimate Umberto Fasol, dando così inizio ad un incontro tenutosi in Aula Magna in cui tutte le classi quinte hanno potuto ascoltare l’incredibile storia di Anna Fiscale e il rivoluzionario progetto di Domenico Rossignoli

Il professor Rossignoli, ex studente del liceo classico, laureato in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica e oggi ricercatore, è stato contattato e messo al centro di un piano ideato da Papa Francesco nel 2019, quando convocò un consiglio di giovani imprenditori ed esperti in economia ad Assisi.

Domenico Rossignoli

“Se il profitto calpesta la dignità della persona c’è qualcosa che non va”. È questo uno dei concetti di primaria importanza che ruotano intorno a questa nuova concezione di economia. Per cambiare il futuro, tuttavia, è bene conoscere e studiare il presente, infatti il professore ha affermato: “Oggi viviamo in un contesto economico in cui è dominante il capitalismo, la cui caratteristica fondamentale è la distruzione creatrice. Esso, come insegna l’economista Schumpeter, funziona infatti perché le idee nuove soppiantano e distruggono quelle precedenti. Questo sistema nel tempo ha creato enormi vantaggi: negli ultimi 50 anni, ad esempio, la povertà nel mondo è diminuita esponenzialmente. D’altro canto, però, questi grandi vantaggi che abbiamo sotto gli occhi sono stati ottenuti a un prezzo molto alto: la distruzione creatrice cancella inevitabilmente qualcosa di vecchio, non necessariamente salvando coloro che avevano fatto del “vecchio” la loro unica fonte di guadagno. Ovviamente – ammette il professore – è difficile cambiare questo sistema perché a tutti noi è stato insegnato questo modello, che, continuando ad autorigenerarsi, è sempre più difficile cambiare”.

È proprio osservando questo contesto che ha inizio il progetto the Economy of Francesco di Papa Francesco, che ha deciso inaspettatamente di occuparsi di un tema come l’economia, che solo sporadicamente viene associato alla Chiesa. A tal proposito, il professor Rossignoli ha affermato: “Il Papa si è occupato di questo perché l’economia è un modo di leggere i bisogni delle persone e i modi con cui essi vengono soddisfatti. Il progetto lanciato è stato dunque organizzato in 12 villaggi tematici; io sono il responsabile del gruppo “Lavoro e cura”. Io, insieme ad altri esperti, mi sono concentrato sul lavoro, che è il cuore dell’economia, ciò che non può essere scisso dall’essere umano. Allora se il lavoro è così centrale, diventa fondamentale capirne il significato più profondo: siamo quindi tornati alle origini della concezione che la Chiesa ha del lavoro. Al centro il papà dice di mettere la dignità umana.”

Concretamente, questa parte del progetto si è occupata di conciliare lavoro e cura, dal momento che, se da una parte col lavoro si può realmente trasformare ciò che si ha intorno, dall’altra la cura comporta il fatto che il lavoro non può distruggere l’essere umano e la sua dignità. Un’idea proposta a tal proposito è stata quella del “part time for all”, un’iniziativa provocatoria nata in Canada secondo cui il tempo dedicato al lavoro dovrebbe essere uguale a quello dedicato ai propri affetti e a tutti gli aspetti di cura.

Un secondo aspetto che sta molto a cuore al progetto è quello legato ai giovani: “La nostra idea per i giovani imprenditori è legata alla flessibilità, senza però precarietà. Se oggi – ha affermato il professore – un imprenditore vuole fare impresa deve fare profitto, e gli viene richiesta flessibilità. È possibile raggiungere un punto in cui la flessibilità non va a discapito della precarietà economica? Bisogna ragionare sull’idea che l’investimento non va fatto sul contratto, ma sul lavoratore, l’occupabilità a tempo indeterminato del lavoratore, ad un costo accessibile e sostenibile”.

“L’ultimo punto – ha concluso Rossignoli – è legato all’idea del lavoro per come l’abbiamo riscoperto negli ultimi anni e per come lo intendeva San Francesco, cioè come grazia. Se interpretato così, questo può realmente essere reso più disponibile e dignitoso. Anche io ho dei figli, e se penso al loro futuro sento di essere qualcuno che ha la possibilità di provare a cambiare le cose, per un domani migliore”.

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