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Vi siete mai chiesti cosa differenzia o unisce Ariosto e Tasso? Non sarebbe interessante come questi avrebbero risposto ad un’ipotetica intervista? Se è così, siete nel posto giusto. In questa intervista immaginaria cerchiamo di focalizzare due dei grandi colossi del periodo rinascimentale e manierista della poetica Italiana.

La figura di Ariosto

Ludovico Ariosto è l’indiscusso esponente del Rinascimento in ambito letterario. Nacque nel 1474 a Reggio Emilia e visse gran parte della sua vita a Ferrara al servizio dei signori d’Este. La sua condizione di intellettuale gli impose gravosi incarichi politici e diplomatici, impedendogli di perseguire la sua vocazione letteraria. Nutriva l’aspirazione per una vita tranquilla nell’otium e la malcelata insofferenza nei confronti dell’ambiente di corte. 

Ludovico Ariosto, autore dell’Orlando Furioso.

Egli proveniva da una nobile famiglia. Il padre era un funzionario servizio dei duchi d’Este. Ariosto fu il primo di dieci fratelli. Strinse legami di amicizia con l’illustre Pietro Bembo di cui ne subì l’influenza, indirizzandosi verso una poesia volgare quindi rispettando la posizione classicista volgare trecentesca di Bembo. 

La personalità di Tasso 

Torquato Tasso è poeta di un’età di crisi e transizioni. Il Rinascimento rappresenta un’epoca di pienezza, certezze e regole. Invece, con l’avvento della corrente del Manierismo si passa ad un periodo di inquietudini e incertezze e instabilità.

Torquato Tasso, autore della Gerusalemme Liberata

Nel 1544 nacque a Sorrento (Napoli) da una famiglia bergamasca benestante. Visse quasi tutta la sua vita a corte. Ebbe un’infanzia infelice: madre morta quando egli aveva solo 8 anni e il padre lo abbandonò per seguire le sorti del suo signore: Ferrante di San Severino principe di Salerno, bandito dal reame. Cominciò per il poeta un’esistenza agitata ed errabonda.

Tasso aspirava ad essere il perfetto poeta cristiano, cantore degli ideali religiosi della Controriforma. Vuol essere celebratore del potere della Chiesa e le sue istituzioni, ma anche della corte. La Gerusalemme Liberata vuole celebrare il trionfo della religione cristiana sul mondo pagano, come emanazione delle potenze demoniache. Tasso si disse: «Sono frenetico e quasi sempre perturbato da vari fantasmi e pieno di malinconia infinita».

Un’intervista immaginaria

Moderatore: Come caratterizzereste i vostri due poemi, l’Orlando furioso e la Gerusalemme liberata? 

Una scena della “Gerusalemme Liberata” di tasso.

Ariosto: Per la stesura del Furioso mi sono ispirato alla lunga tradizione cavalleresca, che trova le sue radici nelle Chanson de geste, facenti parte dei cicli  carolingi e arturiani. Ho tenuto conto dell’incompiuto Orlando innamorato del mio illustre predecessore: Matteo Maria Boiardo. Alla luce di ciò, ho voluto portare avanti il suo racconto con aggiunte e modifiche, trasformando l’amore di Orlando in pura follia

Tasso: Non mi interessava la mera materia avventurosa e meravigliosa. Ho cercato nella storia, la fonte della mia ispirazione. Ci voleva la storia dei grandi avvenimenti, la storia che mette in moto interi popoli inesatte sentimenti religiosi. Infatti, ho scelto come argomento la prima Crociata, dove i cristiani, guidati da Goffredo di Buglione, muovono alla conquista del Santo Sepolcro. Per l’elaborazione della mia opera mi sono basato sulla lunga tradizione dei classici portata avanti nei secoli da Omero e Virgilio, prendendo come riferimento L’Iliade e l’Eneide anche per l’incipit

Moderatore: Quali altre differenze vi separano? 

Ariosto: Dal mio punto di vista, la bellezza del mondo sta nella varietà delle sue manifestazioni, che aprono un mondo infinito multiforme, poliedrico e labirintico. Le regole ci vogliono ma non possono soffocare la libera espressione delle capacità umane. Dobbiamo accettare anche le diversità che arricchiscono le nostre conoscenze. 

Tasso La legge divina è una sola e a questa dobbiamo cercare di ridurre i comportamenti degli individui e dei popoli. È pericoloso lasciare libero sfogo alle passioni, poiché rischiano di trasformare la libertà in pura anarchia. 

Orlando in preda alla follia di Ariosto

Moderatore: Infine ,in che misura hanno condizionato la struttura delle vostre opere queste posizioni così lontane fra di voi?

Ariosto: Ho costruito l’Orlando Furioso attraverso una libera e straordinariamente varia combinazione di eventi, situazioni e casistiche fortuite, che contribuiscono a intrecciare vicende sentimenti e personaggi su un piano labirintico e fiabesco. Mi sono servito dell’ironia come segno di consapevolezza critica che può anche fornire degli spunti per riflessioni sulla natura e sugli uomini.

Tasso: Nel mio poema c’è un unico argomento e un solo obiettivo dominante, ho cercato di imprimere a tutta la vicenda un andamento unitario. Non mi sono servito dell’ironia. Ho sempre voluto affermare un’assoluta serietà, nel nome di un indiscutibile dovere religioso e morale

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