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Nel calendario del 2022, come negli ultimi anni passati, il 15 marzo è stato contrassegnato come la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla; ma che cosa simboleggia di preciso?

Innanzitutto è indispensabile sapere che questa ricorrenza è stata ideata per creare uno spazio totalmente dedicato ai disturbi del comportamento alimentare (più comunemente conosciuti come DCA), che comprendono diverse forme, come l’anoressia, bulimia, binge eating, obesità e altre ancora. Ciò ha lo scopo principale di informare le persone ed eliminare qualsiasi dubbio riguardo tale argomento: facendo questo, con il tempo, si andrà a sensibilizzare specialmente coloro che, fortunatamente, non sono affetti da tali disturbi. Inoltre mira alla prevenzione di futuri casi, andando a delineare quelli che sono gli effetti negativi a livello fisico e psicologico di coloro che ne soffrono, specialmente in questo periodo delicato più che mai.

Quando prende vita?

Questa idea ha preso forma solamente nel 2012, grazie a Stefano Tavilla, un padre che ha perso la figlia diciassettenne Giulia a causa di DCA, con l’aiuto dell’associazione “Mi Nutro di Vita”: finalmente dal 18 giugno 2018 è stato riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio il 15 marzo come “Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla”, in onore del decesso di Giulia Tavilla (dalla cui morte tutto il progetto ha preso vita).

E’ indetta la «Giornata nazionale del fiocchetto lilla dedicata ai

disturbi del comportamento alimentare» per il giorno 15 marzo di ogni

anno. In tale giornata le amministrazioni pubbliche, anche in

coordinamento con tutti gli enti e gli organismi interessati,

promuovono l’attenzione e l’informazione sul tema dei disturbi del

comportamento alimentare, nell’ambito delle rispettive competenze e

attraverso idonee iniziative di comunicazione e sensibilizzazione.

Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 140 del 19.06.2018

Come si celebra?

Per rendere omaggio a questa ricorrenza vengono organizzati molti eventi, dai più piccoli gesti (come la colorazione di fontane e piazze di lilla) a degli incontri in diverse scuole italiane, che decidono di aderire al progetto (essendo questo problema, purtroppo, sempre più presente tra gli adolescenti). Tuttavia non in tutti gli istituti italiani è previsto uno spazio di tempo dedicato a tale evento: una dimostrazione è la protesta organizzata da dei ragazzi di Verona che, nelle piazze e davanti a delle scuole, hanno reso pubblico il loro bisogno di essere ascoltati a gran voce. 

Ragazzi durante una protesta organizzata nei pressi di Verona

I progressi creati in questi anni sono stati innumerevoli e a dir poco stupefacenti:  tuttavia la strada è ancora lunga e sarà sicuramente necessario molto impegno per dare voce a tutti coloro che soffrono di questo disturbo, purtroppo non ancora completamente considerato.

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Mi chiamo Letizia Cremasco e abito a Castel D’Azzano, un piccolo paese in provincia di Verona, nel quale sono cresciuta e dove conservo molti ricordi. Sono una studentessa della V Ginnasio delle scuole “Alle Stimate”: l’anno scorso ho deciso di intraprendere gli studi classici per soddisfare la mia passione per la letteratura e la storia, ma soprattutto per ampliare le mie conoscenze oltre al mondo umanistico. Tendenzialmente sono una persona introversa, ma quando si tratta di discutere riguardo ad argomenti per me importanti mi apro subito, specialmente se sono circondata da amici o conoscenti. Sono una persona intuitiva, sensibile e che agisce in base ai propri ideali, cercando comunque di rispettare i valori altrui. Purtroppo non sono ancora certa sul mio futuro e su quale lavoro svolgerò; tuttavia sono convinta di voler investire il mio tempo e le mie forze per poter aiutare le persone con qualunque mezzo.

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