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La Biennale è considerata la più importante fondazione culturale in Italia e fra le più rilevanti nel mondo ed è visitabile ancora per pochi giorni. Inaugurata il 23 aprile, sarà visitabile fino al 27 di questo mese.

L’esposizione include 213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni, con un totale di 1.433 opere esposte. Il titolo di quest’anno è “Il latte dei sogni” (the milk of dreams); la curatrice Cecilia Alemani afferma che la mostra prende il titolo da un libro di favole di Leonora Carrington, in cui l’artista descrive un mondo magico nel quale la vita viene ricreata attraverso l’immaginazione e nella quale è concesso trasformarsi. Alcune delle domande che gli artisti si sono posti sono: Come sta cambiando la definizione di umano? Quali sono le differenze che separano il vegetale, l’animale, l’umano e il non umano?

Le tematiche principali dell’edizione di quest’anno sono: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi, le relazioni tra gli individui e le tecnologie e i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra. Distribuite lungo il Padiglione Centrale e innovazione troviamo le capsule del tempo, ovvero micro-mostre che forniscono strumenti di approfondimento e opere artistiche, creando nuovi cortocircuiti tra presente e passato. Cinque esposizioni con tematiche a carattere storico che costituiscono una serie di costellazioni, opere d’arte, oggetti trovati, manufatti e documenti per affrontare gli argomenti trattati.

Arazzi in seta nella Biennale di Venezia (foto Gianluca Menegazzi)

Nella mostra, affiancata da 80 partecipazioni Nazionali, per la prima volta partecipano: Repubblica del Camerun, Namibia, Nepal, Sultano dell’Oman e l’Uganda; anche l’Ucraina, dopo un’iniziale rifiuto, ha dato l’adesione nonostante la difficile situazione. Il padiglione Italia è  sostenuto e promosso dal Ministero della Cultura, dalla Direzione Generale di Arte e Architettura Contemporanee e il titolo della mostra è: Storia della notte e del destino delle comete. L’opera realizzata da Gian Maria Tosatti e curata da Eugenio Viola tratta di un universo contemporaneo, vicino a noi per immaginario e sensibilità, ma allo stesso tempo distante e inafferrabile. Lo spettatore si muove tra macchinari industriali come in una ricostruzione archeologica, a cavallo tra un passato non passato e un futuro incerto. 

Composizione artistica nella Biennale di Venezia (foto Gianluca Menegazzi)

La curatrice Cecilia Alemani alla vigilia dichiarava: “La mostra è stata concepita e realizzata in un periodo di grande instabilità e incertezza. La sua genesi ed esecuzione ha coinciso con il protrarsi della pandemia e ha costretto La Biennale a posticipare questa edizione di un anno. Il fatto che possa aprire è straordinario: segno di uno sforzo collettivo che ha qualcosa di miracoloso…”. Parlando un po’ della sua storia, la Biennale nasce con il fine di favorire le nuove tendenze artistiche e organizzare manifestazioni di arte contemporanea. Il nome “Biennale” deriva dalla cadenza biennale delle sue manifestazioni, oggi però il termine è diventato sinonimo di un grande evento internazionale ricorrente. 

Passaggio Arsenale della Biennale (foto Gianluca Menegazzi)

Il Leone d’Oro (premio della Biennale) è stato consegnato per la miglior partecipazione alla Biennale a Simon Leigh, artista americana che ha realizzato l’opera “Sovereignty” un complesso di sculture, che trascrivono la storia di genere afroamericana declinata al femminile. Come vittoria per il miglior padiglione va alla Gran Bretagna con l’installazione “Feeling her way” di Sonya Boyce, artista che ha saputo abbracciare le ampie stanze con allestimenti di video e suoni. Il latte dei sogni registra le convulsioni dei nostri tempi. In questi tempi l’arte e gli artisti ci aiutano a immaginare nuove forme di coesistenza e infinite possibilità di trasformazione. La Biennale percorre nuove tendenze dell’arte e propone opere rinnovate e autori di ogni epoca.

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Mi chiamo Agata Menegazzi, ho 15 anni e frequento il liceo classico all’istituto “Alle Stimate”. Ho scelto il liceo classico perché mi hanno sempre affascinata le materie umanistiche e per la grande curiosità che provavo verso il latino e il greco, penso che studiando queste materie si possano aprire molte strade per il futuro. Sono una ragazza solare, determinata e un po’ timida. La mia più grande passione è la danza, lo sport che pratico da quando avevo 4 anni e tutt’ora frequento 2 volte a settimana. Penso che la danza sia un momento di tranquillità e creatività nel quale posso distaccarmi da tutto. Nel tempo libero cerco di coltivare la mia passione per la lettura e ascolto molta musica, passo molto tempo con la mia famiglia e i miei amici. Non sono ancora sicura del mio futuro ma spero di trovare la mia strada e di viaggiare molto.

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