Tempo di lettura articolo: 4 minuti

L’artista e rivoluzionaria britannica Vivienne Westwood si è spenta serenamente il 29 dicembre, a 81 anni. Soprannominata come la regina del punk, ha sempre lottato oltre per la moda anche per il riscaldamento globale, per l’indipendenza della Scozia, i diritti LGBT e il vegetarianismo; e la sua storia non è per nulla da sottovalutare.

Gli inizi della carriera e l’incontro con l’amore

Primo negozio di Vivienne e McLaren (da idiaridiCasanova.it)

Vivienne nasce nel 1941 in una famiglia nubile sin da piccola il suo sogno era quello di fare l’artista e per questo si iscrive alla Harrow School of Art, dopo alcuni problemi però decide di iscriversi a un corso più economico per cercare di apprendere e soddisfare la sua vita facendo la maestra d’arte. In questo periodo inizia a produrre gioielli e venderli nelle bancarelle locali. L’incontro più importante della sua vita è stato quello con Malcom McLaren, suo compagno e manager dei New York Dolls, “coi polmoni pieni di rock”. Insieme i due affittano un piccolo negozio e qui ha inizio la carriera da stilista di Viv: abiti ispirati al passato, che esprimono la cultura giovanile e ribelle.

Uno stile unico, provocatorio e inconfondibile 

Gli abiti che Vivienne crea sono qualcosa di mai visto prima e subito provocano le persone. Utilizza in modo sarcastico i simboli della società britannica e la sua moda tradizionale. Lacerati, tenuti assieme da spille da balia, richiami alla cultura feticista, stampe provocatorie e cose mai viste prima negli anni ‘70 che sconvolgono le generazioni precedenti alla sua. Un capo particolarmente rivoluzionario è stata la T-shirt a maniche lunghe con la scritta “destroy”, la svastica e Gesù crocifisso al contrario per ricordare una camicia di forza, uno strumento perfetto di sconvolgimento. Con il collaboratore Malcom radunò anche un gruppo di reietti e sbandati chiamati i Sex Pistols, decretando e contribuendo all’inizio del punk inglese.

Prima sfilata di Vivienne ispirata ai pirati (da Vogue.it)

Negli anni ‘80 Vivienne capisce il suo potenziale e vuole allargare le sue vedute il più lontano possibile, inizia quindi a produrre intere collezioni. In questi anni detta legge l’estetica New Romantic e la sua prima sfilata, nel 1981, è ispirata al mondo dei pirati. Inizia a riprendere una meticolosa ricerca sulla storia del costume, proponendo elementi dell’abito d’epoca, corsetti e crinoline. Una delle fasi più amate è stata quella delle mini-crini, crasi tra minigonna e crinolina (impalcatura di rigidi cerchi che intrappolava il corpo della donna). Con il corsetto introduce un design che modella il corpo e valorizza i fianchi, insieme alle imbottiture e alle scarpe con tacchi vertiginosi.

Invidie e gelosie non fermano il successo

Il suo modo d’essere però non viene accolto al meglio nel mondo della moda, questo carattere sfacciato e diretto disturba molto. Anche il suo voler essere indipendente senza legarsi a grossi marchi la intralcia. Continua però a creare varie collezioni, quella Savage o Nostalgia of Mud, dove infrange qualsiasi regola. Viene presa in giro perché bizzarra e sopra le righe, persino alle interviste viene presa in giro. Ma Vivienne non è per certo una donna che si fa mettere i piedi in testa e infatti il suo talento è talmente evidente che nel 1990 arriva finalmente la consacrazione; l’establishment britannico della moda è infatti obbligato a consegnarle il premio di British Designer of the Year per due anni consecutivi.

vestito incontro con la Regina (da Vanityfair.iy)

Nel 1992 la Regina, che Vivienne aveva preso in giro con una maglietta negli anni ‘70 che raffigurava Elisabetta II con una spilla da balia in faccia, la convoca per consegnarle il titolo di Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico. Si presenta con un abito rigoroso, troppo normale per Vivienne e, infatti, nascondeva una sorpresa, non indossava la biancheria. Vivienne ormai fa parte di quell’establishment. Dopo aver lottato per anni per fare sentire la sua voce, ora è dentro e da dentro può giocare con le sue regole: distruggere dall’interno per ricreare un mondo della moda, e non solo, un mondo della moda più a sua misura. E continuerà a farsi sentire.

La moda per comunicare i temi ambientali

Negli anni 2000 inizia a collaborare con Greenpeace, e utilizza la sua moda per dare il messaggio di cambiare atteggiamento verso la terra, e lo fa anche lei non legandosi mai a multinazionali. Nel 2005 decide di dare il pieno appoggio al movimento per la difesa dei diritti civili Liberty creando delle t-shirt da collezione che recano lo slogan  “I am not a terrorist, please don’t arrest me”. Nel 2014 effettua una campagna per promuovere il vegetarianismo e aderisce alle campagne per rendere l’industria della moda britannica for free e nello stesso anno promuove il voto del sì al referendum sulla divisione della Scozia e della Gran Bretagna. 

Vivienne Westwood lotta per l’ambiente (da MFfashion.it)

Una donna che il sistema ha preso in giro e lei ha fatto altrettanto sia dentro che fuori. Si è sempre fregata dei pregiudizi ed è andata avanti. Non solo una donna da cui prendere spunto ma anche da ammirare dall’inizio alla fine della sua vita, perché fino all’ultimo non al massimo delle forze ha sempre lottato. Ci ricorderemo di Vivienne Westwood, dei suoi abiti stravaganti, delle nuove mode e di una donna che ha condotto la sua vita incredibilmente punk e marziana

Annuncio morte Vivienne Westwood sul suo profilo Instgram

Articolo precedenteBetween history and myths: Excalibur
Articolo successivoDopo il Mondiale torna la Serie A
Mi chiamo Agata Menegazzi, ho 15 anni e frequento il liceo classico all’istituto “Alle Stimate”. Ho scelto il liceo classico perché mi hanno sempre affascinata le materie umanistiche e per la grande curiosità che provavo verso il latino e il greco, penso che studiando queste materie si possano aprire molte strade per il futuro. Sono una ragazza solare, determinata e un po’ timida. La mia più grande passione è la danza, lo sport che pratico da quando avevo 4 anni e tutt’ora frequento 2 volte a settimana. Penso che la danza sia un momento di tranquillità e creatività nel quale posso distaccarmi da tutto. Nel tempo libero cerco di coltivare la mia passione per la lettura e ascolto molta musica, passo molto tempo con la mia famiglia e i miei amici. Non sono ancora sicura del mio futuro ma spero di trovare la mia strada e di viaggiare molto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here