Nove misteriose teste di coccodrillo in due tombe di 4.000 anni fa

In Egitto, una scoperta sensazionale da parte dei ricercatori dell’Università di Varsavia dello scorso 25 dicembre 2022.

Teste di coccodrillo all'interno delle tombe
Tempo di lettura articolo: 3 minuti

Pochi popoli sanno accendere la fantasia come quello dell’antico Egitto: le nove teste di coccodrillo trovate pochi giorni fa all’interno di due tombe risalenti a oltre 4000 anni, non hanno fatto altro che rendere ancora più misterioso il passato di questo popolo.

I ricercatori polacchi sono giunti dall’Università di Varsavia per approfondire una necropoli lungo la riva occidentale del Nilo, non lontano da Tebe. In queste due tombe erano presenti, appunto, nove teste di coccodrillo. 

Fonte: Euronews

I ricercatori hanno descritto questo ritrovamento «unico nel suo genere» in un articolo sul «Journal of African Archaeology». Il team sta lavorando vicino alla necropoli dal 2013, ma soltanto di recente l’attenzione è stata attratta dalle due tombe.

Una di queste apparteneva a un certo Cheti, un funzionario molto importante e potente in un’epoca storica compresa tra i 2055 e i 2002 a.C.La seconda tomba apparteneva a un personaggio rimasto anonimo, anche se molto probabilmente nobile come il primo.

La mummificazione

Le teste di coccodrillo non sono state mummificate come erano abituati a fare gli antichi egizi. Normalmente gli egizi depositavano nelle tombe un intero coccodrillo mummificato proprio per via della sua venerazione. In questo caso, invece, sono state individuate soltanto le teste, il tutto avvolto nel lino e senza alcun trattamento speciale di conservazione. Un’altra usanza, poi, era quella di riservare ai coccodrilli delle vere e proprie catacombe pensate per gli animali sacri. Secondo quanto riferito dagli archeologi, ci si è limitati ad avvolgerle in un tessuto prima di riporle nei luoghi di sepoltura.

Fonte: Il Messaggero

È la prima scoperta di questo genere che mai sia stata fatta in assoluto. I teschi appartenevano a esemplari della specie Crocodylus niloticus, tipico degli habitat di acqua dolce del continente africano. Il rinvenimento è stato così insolito che ha entusiasmato gli esperti che ora vogliono saperne di più. Le abitudini dell’epoca erano infatti ben diverse.

Questa è una scoperta del tutto insolita e la prima del suo genere nella storia della ricerca in Egitto.

 Chi è il Dio Sobek?

Gli egizi lo consideravano un dio piuttosto aggressivo e feroce proprio a causa della personificazione col coccodrillo, tanto è vero che quello del Nilo è uno dei più violenti in assoluto. I soprannomi utilizzati fanno ben capire quanto fosse temuto: “Amante di rapine”, “Dio dai denti aguzzi”. Nonostante tutto era capace di grande benevolenza.

Fonte: Memphis Tours

Sobek ebbe un grande culto durante i tre periodi dell’Egitto faraonico, ma raggiunse l’apice del suo prestigio durante il Medio Regno (2055 a.C.-1650 a.C.). Il faraone della XII dinastia Amenemhat III commissionò la costruzione di luoghi di culto dedicati a Sobek e la sua immagine è ben visibile nei rilievi della necropoli.

Secondo un archeologo sono necessarie ulteriori ricerche per svelare il mistero delle teste di coccodrillo sepolte. 

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