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La prima puntata della nuova stagione di “Fratelli di Crozza” è diventata un vero e proprio monologo sul coronavirus: venerdì 28 febbraio, in sala erano presenti solo Andrea Zalone e la Silvano Belfiore Band, insieme a Maurizio Crozza.

In uno studio inevitabilmente vuoto, Crozza ci ha fatto comunque sorridere con un focus generale sulla situazione del coronavirus in Italia. Aggiungendo un po’ della sua tipica satira.

Maurizio Crozza durante la trasmissione Fratelli di Crozza
Maurizio Crozza durante la trasmissione Fratelli di Crozza.

Nel primo intervento ha detto che i virologi sono le persone che devono tranquillizzare i cittadini, mentre invece litigano sempre. L’unica cosa su cui son d’accordo è di lavarsi spesso le mani.

Anche lui ha tenuto a sottolineare la particolare situazione che stiamo vivendo in questi giorni. Perciò il suo programma per quella sera si sarebbe chiamato “Crozza senza fratelli”, data la mancanza del pubblico.


Maurizio Crozza e la gravità del Coronavirus durante la trasmissione di venerdì 28 febbraio

Ha concluso poi la sua introduzione dicendo che almeno in questo momento è la prima volta che noi Italiani siamo leader in qualcosa. Siamo stati il primo paese europeo in cui si è sviluppata l’epidemia di coronavirus e che, quindi, ha più contagiati.


Sperando di poter tornare alla normalità, intanto godiamoci le battute satiriche dei “Fratelli di Crozza”.

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Ho diciassette anni e mi piace camminare in montagna e osservare la flora e la fauna dei luoghi che visito. Amo leggere e il mio genere preferito è il fantasy: leggo spesso libri di Tolkien come “Il Signore degli Anelli”. A volte leggo anche romanzi gialli e romanzi storici, dato che una delle mie materie preferite è proprio la storia; mi piacciono tanto anche le altre materie. Suono il pianoforte, mi piace nuotare e sono uno scout. Ho la passione della fotografia e io e la mia macchina fotografica siamo pressoché inseparabili: ogni volta che andiamo in vacanza o che facciamo una semplice passeggiata, la porto sempre con me, perché non si sa mai cosa si può fotografare di bello. Ho scelto il classico perché mi piacciono le materie classiche e nella mia famiglia è quasi una tradizione. Abito a Castel d’Azzano. Sono una persona gentile, altruista e comprensiva. Da grande mi piacerebbe fare lo storico anche se ho anche altri progetti.

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