Anche mentre dormiamo il nostro cervello è attivo ed è in grado di mostrarci un lato nascosto del nostro Inconscio, guidandoci verso un misterioso enigma che tutti noi chiamiamo “sogno” ( dal latino somnium ). Esso occupa circa un terzo della nostra vita e il 25% del nostro riposo, non starà per caso a significare che esiste un collegamento tra il sogno e la nostra vita quotidiana?

La risposta è sì. Il sogno serve a liberare gli impulsi repressi nel corso della giornata, fa emergere problemi da risolvere, suggerisce anche alcune soluzioni. La fase del sonno in cui sogniamo viene chiamata REM ( rapid eyes movement ) ed inizia circa sessanta o novanta minuti da quando ci siamo addormentati. Durante questo stadio di dormita la nostra respirazione accelera, gli occhi si muovono, il cervello è tanto attivo e sveglio quanto lo sarebbe di giorno e i muscoli si rilassano.

Prima di arrivare alla fase REM, però, il nostro corpo attraversa ben quattro periodi precedenti: il primo è caratterizzato da un sonno ancora debole e delicato, infatti in questa fase sono comuni i risvegli, spesso provocati da una sensazione di caduta improvvisa; il secondo va ad approfondire la dormita mentre la frequenza cardiaca e la temperatura corporea diminuiscono; infine il terzo ed il quarto periodo ci fanno entrare in un sonno molto profondo nel quale possono presentarsi incubi e sonnambulismi, contemporaneamente però il nostro corpo recupera le energie, i tessuti si rigenerano, le cellule morte o infruttuose vengono eliminate e il sistema immunitario si depura.

Arriviamo finalmente alla fase REM, che è composta da un ciclo che si ripete all’incirca quattro o cinque volte durante la notte: ogni sequenza durerà via via più tempo, partendo dai dieci minuti, fino ad arrivare ai sessanta. Essa è molto importante per consolidare i ricordi, per il rafforzamento della nostra percezione e attenzione, per rispondere agli stimoli e, fatto fondamentale, ci mostra, attraverso le immagini, dati significativi che fanno parte della nostra vita ma della cui presenza non ci accorgiamo.

Lo studio dei sogni è nato verso l’inizio del 1900 grazie al celebre filosofo e psicoanalista Sigmund Freud. Dopo una serie di studi molto approfonditi, svolti sia per fini terapeutici sia perché la materia era molto ammirata e rispettata dallo stesso studioso, egli arrivò alla conclusione che le immagini oniriche erano la rappresentazione di desideri inconsci o di contenuti psichici rimossi. Freud descrive il sogno come “il luogo del rimosso” ed esso cambia da persona a persona.

«I sogni servono come una valvola di sicurezza per il cervello sovraccarico. Essi possiedono un potere terapeutico e ristoratore» diceva proprio Sigmund Freud

 

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Viola Valsecchi
Frequento la classe V Ginnasio alla scuola “alle Stimate”, a dicembre compio 15 anni e vengo da Ca’ di David, fuori Verona. Ho scelto il liceo classico perché le materie umanistiche mi hanno sempre affascinata, in particolare il greco ed il latino che prima conoscevo solo perchè le avevo sentite nominare; ora mi hanno aperto la mente, la filosofia di queste due lingue è incredibile, ti fa vedere un altro lato delle cose che ti circondano tutti i giorni. Le mie passioni sono il teatro e la danza, infatti pratico hip-hop, che mi diverte un sacco, mi aiuta a lasciarmi andare e a sfogarmi dopo lo studio. Il teatro invece mi aiuta molto per me stessa, quando ero più piccola ero molto timida, faticavo ad aprirmi con le altre persone se non erano loro a fare il primo passo, ora invece sono molto più estroversa e sicura di me, il palco mi ha aiutata molto.

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