Nonostante sia stato impossibile festeggiare il Capodanno al di fuori della famiglia, in quanti siamo esplosi di gioia quando, il 1° gennaio 2021, abbiamo detto addio al 2020? Effettivamente, un anno così negativo non lo vedevamo da tempo! Ma perché gli anni finiscono proprio il 31 dicembre? 

Papa Gregorio XIII

Capodanno non è sempre stato il 1° gennaio. A stabilirlo fu Papa Gregorio XIII, che nel 1582 creò il calendario gregoriano. Viste infatti le imprecisioni del precedente calendario giuliano, istituito da Giulio Cesare nel 46 a.C., il Pontefice elaborò un nuovo calendario basandosi sui calcoli dell’astronomo Niccolò Copernico. Il calendario giuliano stabiliva che il giorno di Capodanno fosse il 1° marzo, e di conseguenza l’anno finiva a febbraio. 

Proprio per questo motivo i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre si chiamano così: a stabilirne il nome fu proprio Giulio Cesare, dal momento che secondo il suo calendario erano il settimo (settembre), l’ottavo (ottobre), il nono (novembre) e il decimo (dicembre) mese dell’anno. 

Quando, nel 1582, entrò in vigore il calendario gregoriano, tutti gli Stati d’Europa lo adottarono. La Repubblica di Venezia tuttavia decise di adottare il nuovo calendario mantenendo il Capodanno il 1° marzo. Sorse però un problema per le relazioni con gli altri Stati: i giorni di gennaio e di febbraio, che nei territori della Serenissima appartenevano ad un certo anno, per le altre Nazioni si trovavano nell’anno successivo, dal momento che nella Repubblica Veneta gennaio e febbraio erano l’undicesimo e il dodicesimo mese dell’anno, mentre nel resto d’Europa erano il primo e il secondo. Per esempio, il 14 gennaio del 1600 nella Serenissima era il 14 gennaio del 1601 negli altri Paesi. Per ovviare a questo problema, venne creata la datazione “more veneto”, ovvero “secondo l’uso veneto”. Per esempio, nei documenti ufficiali si scriveva la data “14 gennaio 1600 more veneto”, in modo che gli altri Stati sapessero che per loro si trattava del 14 gennaio 1601.

La Serenissima mantenne questa pratica di datazione fino alla sua caduta, nel 1797, quando venne sconfitta da Napoleone Bonaparte. Dopo la Restaurazione stabilita dal Congresso di Vienna nel 1815, la Serenissima venne inglobata nell’Impero d’Austria, e quindi si perse anche la tradizione di festeggiare il Capodanno il 1° marzo, e si iniziò a festeggiarlo il 1° gennaio come era in uso in Austria e in tutto il resto d’Europa.

Giulio Cesare aveva stabilito che l’anno dovesse cominciare con la Primavera, momento del risveglio della natura.

Da un certo punto di vista, aveva quasi più senso che il Capodanno fosse il 1° marzo. Infatti, l’anno finiva quando l’inverno è in procinto di terminare, e si comincia a scorgere il risveglio naturale della primavera. Inoltre, negli anni bisestili, il giorno del 29 febbraio veniva aggiunto alla fine dell’anno, come vero 366-esimo giorno dell’anno. 

250 anni fa, dunque, nella nostra regione il 2020 sarebbe finito tra qualche giorno. Festeggerete il “Cao de l’ano” vero? Per la fine del 2020 è d’obbligo!

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