Vi piacerebbe partecipare a un’asta e vedere per la prima volta dopo oltre 100 anni un raro dipinto del celebre pittore olandese Vincent Van Gogh? Se la risposta è sì, tra meno di un mese ne avrete la possibilità.

Uno dei quaranta autoritratti di Van Gogh

Il 25 marzo verrà infatti presentato al pubblico da Sothesby’s, una delle case d’aste più importanti del mondo, un’opera realizzata dal pittore che venne acquistata da un collezionista francese nel 1920, rimanendo di proprietà della stessa famiglia per più di un secolo.

Il prezzo di partenza dell’asta è stimato tra i cinque e gli otto milioni di euro. Il quadro sarà esposto in tour a Londra, Amsterdam e Parigi prima della vendita.

«Pochissimi dipinti del periodo di Montmartre di Van Gogh sono rimasti in mani private, mentre la maggior parte delle serie si trova oggi nelle più prestigiose collezioni museali al mondo. L’apparizione sul mercato di un’opera di questo calibro, e da una serie così iconica, è senza dubbio un evento importante, e un’opportunità, sia per i collezionisti dell’artista che per il mercato dell’arte più in generale» spiega Aurélie Vandevoorde del Dipartimento di Arte moderna e impressionista della casa d’aste in Francia.

Il quadro è intitolato “Scène de rue à Montmartre” e rappresenta una scena di vita quotidiana: una coppia che, nella zona di Montmartre, passeggia a braccetto. Sulla tela è ritratta anche una bambina che cammina di fronte a loro.

Il quadro ci dà una visione di quella che era la Parigi dell’epoca: sullo sfondo possiamo notare il Moulin à Poivre, uno dei tanti mulini a vento che sorgevano sulla Butte, famosa collina parigina, che venne distrutto nel 1911 e il recinto del famoso Moulin de la Galette.

Theodorus Van Gogh (immagine tratta da Wikipedia)

Vincent Van Gogh dipinse l’opera durante il suo breve e felice periodo di permanenza nella ville lumière, tra il 1886 e il 1888. In quegli anni spensierati trascorsi insieme al fratello Theodorus Van Gogh, l’unico a credere nei suoi lavori, visse in un quartiere popolato da artisti e intellettuali che vivevano secondo lo stile anticonformista bohèmien. Nel 1887 riuscì a vendere il suo primo ed unico quadro. Il pittore, che oggi è tra i più quotati e le cui creazioni valgono milioni di euro (nel 1990 un suo quadro “Ritratto del dottor Gachet” è stato venduto per l’impressionante cifra di 82 milioni, battendo ogni record precedente), in vita vendette solo una delle sue 900 tele.

Il merito della sua postuma celebrità si deve tutto a Johanna Bonger, ma questa è tutta un’altra storia.

E non dimenticare, mio caro, che Parigi è Parigi. Non c’è che Parigi: per quanto difficile possa essere qui la vita, e anche se divenisse peggiore e più dura, l’aria della Francia libera il cervello e fa bene, un mondo di bene”; con queste parole Van Gogh descriveva al collega Horace Lievens l’amata città.

Grazie al fratello Theo, proprietario di una galleria d’arte a Montmartre, conobbe i maggiori artisti d’avanguardia come Monet, Renoir, Pissarro e Gauguin, e abbandonò l’uso delle tinte scure lasciandosi influenzare dai forti contrasti di colori e dall’arte luminosa degli impressionisti.

Alla ricerca del calore e della luce abbandonò Parigi e si trasferì in Provenza, ad Arles. Qui colto da una sorta di frenesia artistica dipinse i quadri che oggi sono i più rappresentativi della sua figura: “La camera di Arles”, tutta la serie dei girasoli, “Il seminatore”, “La terrazza del caffè la sera”, “La mietitura”, “Notte stellata sul Rodano”, per ricordarne alcuni.

Nel 1888 Vincent accusò violente crisi nervose e nel 1889 venne ricoverato presso la casa di cura di Saint Paul de Mausole. Nonostante il periodo buio continuò ad esprimere se stesso tramite la sua arte, realizzando tra gli altri quello che la critica considera il quadro simbolo dell’artista: Notte stellata”.

“Notte stellata”

Dopo aver dipinto la sua ultima opera – “Campo di grano con voli di corvo” – nel 1890 decise di porre fine alla sua tormentata esistenza e di privare il mondo di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Per l’ultimo addio la sua bara venne ricoperta di girasoli, fiore preferito di Van Gogh proprio perché come lui anelano disperatamente al sole, bisognosi del suo calore per vivere.

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