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Uno dei temi che più interessa il mondo della moda negli ultimi tempi è sicuramente quello della sostenibilità e dell’attenzione verso l’ambiente. Molti marchi, infatti, si sono e si stanno tuttora impegnando a creare prodotti sempre più “eco-friendly”, perché si sono resi conto che l’inquinamento e tutto quello che sta dietro alla produzione di indumenti è un problema impossibile da ignorare, che con il tempo non farà altro che peggiorare.

Silhouette di PANGAIA

Tra questi, un brand in particolare è riuscito a conquistare il fashion system, specialmente con le sue tute “Botanical”, amatissime da personaggi come Chiara Ferragni e Bella Hadid. Stiamo parlando del brand PANGAIA, nato ufficialmente poco più di due anni fa, creato però dieci anni fa dal progetto dell’imprenditrice e icona glamour russa Miroslava Duma, attraverso la sua piattaforma creativa Future Tech Lab, che sperimenta nuove strategie di economia sostenibile specialmente nell’ambito della moda.

Dietro alle felpe, alle t-shirt e a tutti gli altri prodotti, c’è un complesso di designer, ricercatori e scienziati che stanno rivoluzionando quella che è la moda sostenibile, dai materiali al design del prodotto. La loro brand philosophy è “high-tech naturalism” che unisce natura e biotecnologie. Gli scarti alimentari per esempio sono una preziosa risorsa per creare nuovi materiali. Le collezioni sono divise secondo concetti ben precisi: alcuni esempi sono l’Ocean collection, la Coral Reef collection e la Pastel collection, tutte ispirate ad ecosistemi e colori naturali. Anche la tintura dei capi è totalmente di origine vegetale e deriva da pigmenti provenienti da scarti di piante, frutta e verdura, così da risultare atossica e biodegradabile. Addirittura, una volta finito, l’articolo subisce un trattamento con olio essenziale di menta, al fine di ridurre la necessità di lavarlo spesso con l’obiettivo di risparmiare acqua ed energia.

PANGAIA inoltre sostiene laboratori all’avanguardia nel settore dei materiali innovativi: uno di questi si trova in Italia, vicino a Firenze, e lì è stata formulata l’imbottitura del famoso piumino FLWRDWN. Quest’ultima è costituita da un mix di fiori selvatici, biopolimeri e acrogel, con il risultato di un capo caldo, ipoallergenico, traspirante e biodegradabile.

La missione del marchio è quindi quella di creare un mondo migliore nel vero senso della parola e per farlo agisce in modo etico a 360°. PANGAIA non si limita soltanto alla produzione di abbigliamento sostenibile, bensì nell’operare in favore della comunità. A questo proposito ogni suo lancio è legato a una motivazione: dalla raccolta fondi in favore di Medici Senza Frontiere, alla tutela delle api con la Capsule collection disegnata da Takashi Murakami, fino alla donazione costante a 5 Gyres, un’organizzazione no profit che si occupa dello smaltimento della plastica.

PANGAIA è sicuramente uno dei brand che più sta rivoluzionando il modo di concepire la moda, finanziando giuste cause a sostegno dell’ambiente e così stanno facendo molti altri marchi, con la speranza di avere in futuro un pianeta migliore.

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Letizia Girelli
Ho 15 anni e frequento il liceo classico Alle Stimate. Ho un fratello più piccolo e una sorella più grande, con cui ho un rapporto speciale di amore e odio. Pratico danza moderna e fino all’anno scorso giocavo anche a tennis. Mi sono sempre piaciute le materie umanistiche, in particolar modo l’epica e la letteratura, che trovo estremamente affascinanti. Amo viaggiare, conoscere nuove culture e parlare la lingua inglese e, fortunatamente, ne ho la possibilità. Nel tempo libero mi piace guardare serie tv, leggere libri e fare lunghe chiamate con i miei amici. Sono una ragazza molto sensibile e determinata, mi piace fare nuove amicizie e passare il tempo con i miei amici. Il mio difetto più grande penso sia quello di vedere sempre prima il bicchiere mezzo vuoto invece che quello mezzo pieno. Non ho ancora un’immagine chiara del mio futuro, ma spero di trovare una professione che mi piaccia e che mi renda felice.

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