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Frederick Fleet (immagine tratta da Wikipedia)

Iceberg right ahead!” queste furono le parole di un marinaio britannico, Frederick Fleet, il primo ad avvistare l’iceberg, poco prima dell’impatto che, alle ore 23:40 del 14 aprile 1912, causò il più celebre naufragio della storia.

Biglietto di imbarco per il Titanic (immagine tratta da iO Donna)

Il Titanic era stato progettato dalla White Star Line, insieme ad altre due navi (Olympic e Gigantic), per essere il più grande, lussuoso e sicuro mezzo di trasporto di tutti i tempi: lungo 269 metri e alto 53, pesava circa 92 tonnellate.

Il costo per la realizzazione del transatlantico fu di 1,5 milioni di sterline, pari a 95 milioni di euro odierni. Anche il costo dei biglietti non era accessibile a tutti: il prezzo per un biglietto di prima classe era di 3.100 dollari, oggi 112.000 euro, mentre per uno di terza classe si pagavano 32 dollari, circa 1.200 euro attuali.

Il viaggio inaugurale era atteso con grande trepidazione, tutti erano curiosi di vedere da vicino quell’imponente e sfarzoso gigante del mare.

La partenza, per gli oltre 2.500 passeggeri, molti dei quali erano illustri personaggi dell’epoca, (per citarne alcuni: John Jacob Astor IV, proprietario del celebre hotel Waldorf- Astoria, Benjamin Guggenheim, Isidor Straus, proprietario dei grandi magazzini Macy’s), era prevista dal porto di Southampton il 10 aprile con arrivo a New York il successivo 18 aprile. La nave, però, non giungerà mai a quella che avrebbe dovuto essere la sua meta finale. Infatti, dopo i primi quattro giorni, vissuti, come raccontano i superstiti, in un clima tranquillo e confortevole, nella notte di Pasqua del 1912 accadde un evento inaspettato.

Quella notte era così calma da sembrare irreale: la temperatura era scesa verso gli zero gradi, segno che il Titanic si stava avvicinando ad un banco di iceberg. Infatti, nei giorni precedenti e in quello stesso pomeriggio, erano arrivate diverse segnalazioni di presenza di iceberg nelle gelide acque al largo del Canada, ma non erano state prese in seria considerazione. Anzi, con l’obiettivo di arrivare a New York con un giorno di anticipo, il comandante al posto di ridurre la velocità del transatlantico la aumentò.

Posizione del Titanic al momento del naufragio (immagine tratta da Wikipedia)
Thomas Andrews (immagine tratta da Wikipedia)

Venti minuti prima della mezzanotte il silenzio venne rotto dall’impatto tra la nave e un gigantesco iceberg; sebbene lo scontro fu appena percepito dai passeggeri, in realtà la collisione aveva provocato danni irreparabili alla fiancata destra della nave.

Per i primi trenta minuti non furono presi provvedimenti di salvataggio quando poi, Thomas Andrews, il progettista del Titanic, che viaggiava sul transatlantico, affermò che alla nave rimanevano soltanto un paio d’ore prima di affondare. Iniziò così l’evacuazione.

Il comandante del Titanic Edward Smith (immagine tratta da Wikipedia)

I passeggeri non furono informati della gravità della situazione ed erano convinti che una nave come il Titanic non sarebbe mai potuta affondare. Il comandante, Edward Smith, cercò di evitare che si scatenasse il panico tanto da invitare l’orchestra a suonare fino alla fine per rasserenare gli animi.

Purtroppo, le scialuppe di salvataggio erano insufficienti a salvare tutte le persone presenti sulla nave: vi erano infatti soltanto 20 lance, per un totale di 1178 posti. Ad aggravare la situazione, le prime scialuppe partirono con meno persone rispetto alle 65 che avrebbero potuto trasportare: la prima fu calata in mare con 28 passeggeri mentre la seconda soltanto con 12.

Durante le operazioni di evacuazione i passeggeri di prima e seconda classe vennero prediletti a discapito di quelli di terza classe, che infatti videro quasi tutti la morte.

Due ore dopo lo scontro con l’iceberg, l’acqua sommerse completamente la prua della nave di cui emergeva solo la poppa che si protendeva verso il cielo.

Da lì a poco, il Titanic, completamente riempito d’acqua, si spezzò in due parti, inabissandosi velocemente nelle gelide acque dell’oceano, portando con sé le vite, le speranze e i sogni dei suoi passeggeri.

1518 persone furono inghiottite dall’oscurità del mare, 706 furono i superstiti che dovettero convivere per sempre con il peso di quell’immane tragedia.

(immagine tratta da Sapere.it)

Il relitto

Il relitto rimase negli abissi per 73 anni. Il primo settembre del 1985, dopo diverse spedizioni fallite, venne trovato a 3.810 m di profondità, il punto esatto in cui giacevano i resti del glorioso Titanic.

Il relitto del Titanic (immagine tratta da MeteoWeb)

Il film dei record: “Titanic”

Partendo dal ritrovamento del relitto, il registra James Cameron nel 1997 ha scritto e diretto l’amato film “Titanic”, considerato uno dei migliori film di tutti i tempi, che pur raccontando la fittizia storia d’amore tra Jake Dawson, interpretato da Leonardo Di Caprio, e Rose DeWitt Bukater, interpretata da Kate Winslet, ha reso immortale questo tragico evento. Grazie a questa idea, Cameron ha reso possibile che il Titanic e le storie delle vite dei suoi passeggeri vivessero per sempre e non restassero relegate nell’oscurità degli abissi.

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