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E’ successo a Soave, lungo il fiume Tramigna, dove dopo 150 anni è stato rinvenuto il fiordaliso stellato; ci si può imbattere in esso solo come specie spontanea, e in modo sporadico, nelle province di Venezia, Belluno e Rovigo. Infatti in Veneto è considerata una specie molto rara, molto comune invece in Sardegna, dove la presenza di capre e pecore ne aiuta lo spargimento.

Le generalità e il ritrovamento

Fiore di origine mediterranea, molto riconoscibile grazie al color porpora e con lunghe spine, il suo nome generico Centaurea calcitrapa deriva dal centauro Chirone che, ferito ad un piede, guarì medicandosi con una pianta di fiordaliso. E’ una pianta erbacea a ciclo biologico biennale, con la nascita in inverno e lo sviluppo in primavera. In altri ambienti non europei queste piante possono avere cicli biologici annui o perenni ma di breve durata.

Il fiordaliso stellato fotografato da Giacomo Bommartini

A trovare questo rarissimo fiore è stato Giacomo Bommartini, appassionato di botanica e collaboratore di VeronaAutoctona e del Museo di Storia Naturale di Verona, che, dopo averlo trovato, ha contattato l’amministrazione comunale, chiedendo di preservarlo da una eventuale potatura. Era una pianta molto comune nelle nostre zone, portata probabilmente dalla pastorizia, ma con la scomparsa di questa e l’evoluzione dell’ambiente, è sparita per poi riapparire dopo 150 anni a Soave.

Un altro è il caso eccezionale riguarda il tulipano clusiana (Tulipano di Clusius), che sempre Bommartini ha rinvenuto lungo gli argini del Tramigna. Una specie in questo caso di origine orientale, diffusa in Iraq, in Pakistan e sull’altopiano dell’Himalaya. Un tulipano spontaneo che si è diffuso anche in Grecia, Turchia, Portogallo e Spagna. «Ma è rarissimo trovarlo in Italia, eppure a Soave c’è», assicura Bommartini.

Tulipani di Clusia

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