Ascesa e discesa della conca della Lessinia

Ci fu un tempo quando San Giorgio, a Bosco Chiesanuova, era la nostra piccola Cortina. E oggi, com’è la situazione?

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C’è stato un tempo, solo qualche decennio fa, che la località di San Giorgio, in Lessinia, era la meta sciistica preferita dei veronesi. Non perché ci fossero magnifiche e lunghe piste, per esempio come i famosi comprensori sciistici della Val Gardena oppure dell’Alta Badia, ma perché era a un’ora dalla città e poiché in fondo ci si sentiva a casa. C’erano le famiglie di Bosco Chiesanuova che venivano a sciare in giornata, i veronesi  che prenotavano presso gli alberghi del paese come lo Sporting, il Valnera e il Nevada, i figli che percorrevano la pista mentre le mamme prendevano il sole dentro tute sgargianti e i papà al bar a commentare i fatti che leggevano sulla Gazzetta dello Sport. 

Pista di San Giorgio, Lessinia (foto da L’Arena.it)

Gli sciatori più bravi, pensando di essere sulle piste della Sasslong o sulla Streif, facevano fuoripista tracciando nuovi percorsi tra le rocce mentre gli sciatori della domenica, ovvero quelli meno bravi, imparavano questo sport al campetto scuola del Valon dove però non la pendenza non esisteva praticamente. Nel mezzo del paese era situato un grande parcheggio e attorno a ciò tanti appartamenti dove i veronesi investivano i loro soldi perché la conca di San Giorgio, a 1500 metri di altitudine, era considerata da loro come la loro Cortina, la loro montagna. 

Un’immagine storica del piazzale di San Giorgio pieno di macchine.

E adesso cos’è rimasto di tutto ciò? Dove è quel boom edilizio della fine degli anni ‘70? Ora, su quei rilievi dove si riversavano tante famiglie veronesi, restano i mozziconi degli impianti di risalita finché a breve verranno eliminati del tutto. Se fino a pochi anni fa, gli sportivi per qualche ora abbandonavano la città per utilizzare quegli impianti  vintage per godersi un po’ di sole in mezzo alla neve, adesso non ci sono più neppure loro. 

In questo momento troviamo solo alberghi chiusi, serrande abbassate, parcheggi vuoti e appartamenti in vendita che nessuno comprerà; sono però arrivati i soldi dello Stato per eliminare le ultime testimonianze di un periodo storico tanto caro ai veronesi che probabilmente in questa conca della Lessinia non tornerà più. 

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Mi presento, mi chiamo Sofia Chelleri e sono nata nel mese di luglio dell’anno 2007 all'ospedale di Borgo Trento di Verona. Le scuole elementari e medie le ho fatte alle Scuole Campostrini e adesso frequento la quinta Ginnasio dell’istituto Scuole alle Stimate di Verona. Ho scelto di frequentare il liceo classico alle Stimate perché fin da piccola mi ha sempre affascinato il mondo della lettura e della scrittura e volevo quindi scoprire e imparare le due lingue di indirizzo; greco e latino.Dopo ormai quasi otto mesi di scuola, ho imparato a conoscere bene i miei insegnati, dai quali quotidianamente imparo qualcosa e giorno per giorno ho sviluppato l’amicizia con i miei compagni di classe. Nonostante abbia scelto il liceo classico,il mio sogno più grande è quello di diventare un bravo medico salvando la vita a molte persone. Ho un carattere gioioso e solare che ama stare in mezzo alle persone con le quali condividere i miei pensieri. Sono un’amante degli animali in particolare dei cani infatti ne ho quattro: due maschi e due femmine e passo spesso i miei fine settimana presso la casa in campagna dove apprezzo la natura e la compagnia dei miei amici a quattro zampe.

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