Thailandia: condanna per reato di lesa maestà

Pochi giorni fa una donna, Anchan Preelert, è stata condannata da un tribunale thailandese a 46 anni e 6 mesi di carcere perché, nel 2014, aveva violato la rigida legge del paese, che vieta di criticare o insultare il re.

Proteste per la donna condannata in Thailandia
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Si può essere condannati per più di 46 anni per delle critiche sui social? A quanto pare in Thailandia sì. La donna in questione, Anchan Preelert, una ex funzionaria pubblica di 65 anni, è stata ritenuta colpevole del reato di lesa maestà, per aver diffuso, per 29 volte, su Facebook e YouTube, commenti critici contro l’allora re in carica, Rama IX Bhumibol Adulyadej. 

Anchan Preelert, la donna condannata

Anchan Preelert ha subito la pena più severa nella storia del regno thailandese. 

Il reato di lesa maestà è disciplinato dall’art. 112 del codice penale, che prevede la sanzione della reclusione, da un minimo di tre anni a un massimo di 15 anni, per ogni singolo comportamento di critica o diffamazione contro la Corona

In questo caso, la sanzione doveva essere quella della reclusione per 87 anni, ma è stata dimezzata perché l’imputata ha confessato di avere commesso il fatto illecito. 

Negli ultimi anni le autorità thailandesi hanno più volte abusato del reato di lesa maestà per reprimere il dissenso e limitare la libertà di espressione della popolazione. 

Ciò non ha impedito, ma incrementato, specie negli ultimi mesi, contestazioni di migliaia di giovani thailandesi, scesi nelle piazze, rischiando l’arresto, per chiedere le dimissioni del governo, una Costituzione democratica, la cancellazione del reato di lesa maestà e la riduzione dei poteri e privilegi del re, che si trova in una posizione di supremazia e al di sopra della legge.

Rivolte in Thailandia

Nello specifico, riguardo al monarca, le proteste mirano a togliergli l’immunità legale, tagliargli i fondi di cui gode, sottrargli le vaste proprietà. Ridurre, inoltre, le imposizioni fiscali a suo favore, rendere i suoi investimenti trasparenti e tassabili; proibire ai membri della famiglia reale di esprimere pareri politici e sospendere ogni forma di propaganda a suo favore. Infine, investigare sulla scomparsa, negli scorsi anni, delle persone che lo avrebbero criticato ed impedirgli di tramare colpi di stato.

La vicenda thailandese rende spontaneo un confronto con la situazione giuridica italiana.

La nostra Carta costituzionale, all’articolo 21, tutela la libertà di espressione, affermando che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Mentre l’articolo 278 del nostro codice penale punisce, con la reclusione da uno a cinque anni, chi offende l’onore del Presidente della Repubblica, non chi ne critica l’operato. 

La critica dell’operato del Presidente della Repubblica, purché proporzionata e misurata, è espressione di libertà in una democrazia, nella quale le istituzioni non sono superiori al popolo, ma devono rispondere ad esso del loro operato e dell’uso dei poteri. 

Altra cosa, invece, è il disonore delle istituzioni: offenderne l’onore non è lecito, perché, in questo modo, si offende lo stesso popolo, da cui le istituzioni derivano e che rappresentano lo strumento democratico di governo della comunità. 

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Sono una ragazza di quindici anni e vivo in Valpolicella. Frequento la V Ginnasio al liceo classico all’istituto “Alle Stimate”. Ho scelto questo indirizzo scolastico perché prediligo le materie umanistiche e le ritengo più interessanti rispetto a quelle scientifiche; inoltre il liceo classico può aprire molte porte per il futuro e quindi, da un punto di vista lavorativo, ci sono varie possibilità. Mi ritengo una ragazza solare e molto sensibile. Mi piace trascorrere le giornate con i miei amici e con la famiglia. Per molti anni ho praticato danza, ginnastica ritmica e ippica, una delle mie passioni fin da bambina. Quando sono sul cavallo mi sento libera e stacco la testa da tutto. Non ho le idee chiare per il futuro, tuttavia mi piacerebbe fare l’avvocato oppure lavorare nel campo della moda. L’unica cosa di cui sono sicura è che mi piacerebbe viaggiare molto, visitare nuovi posti e conoscere nuove culture.

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