Vi siete ricordati questa notte alle 2:00 di spostare in avanti le lancette dell’orologio? Oggi infatti è scattata l’ora legale che “allunga” le nostre giornate concedendoci un’esposizione solare più prolungata nelle ore serali. Sapete però che potrebbe essere l’ultima volta che compiamo questo gesto? Perché? Andiamo con ordine e spieghiamo intanto la differenza fra ora solare e ora legale.

L’ora solare e l’ora legale

L’ora solare è quella che segue il naturale sorgere del sole: il sole nei mesi estivi sorge alle 4.30 del mattino e tramonta alle 20. Spostando le lancette in avanti di un’ora il periodo di luce tra alba e tramonto va dalle 5.30 alle 21. Questo spostamento permette di accendere le luci alla sera un’ora più tardi aumentando l’utilizzo della luce naturale.

Da qui nasce l’idea di introdurre l’ora legale nel periodo estivo: spostare le lancette degli orologi un’ora avanti, in modo che le giornate sembrino più lunghe grazie al sole che illumina fino a dopo le 20. Un’ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 è, infatti, meno utile di un’ora di luce tra le 20 e le 21.

L’ora legale consiste, dunque, nello spostamento in avanti di un’ora delle lancette degli orologi per sfruttare al meglio la luce solare durante il periodo estivo. Le ore di luce non aumentano effettivamente, ma vengono sfruttate meglio. A fine ottobre, invece, si torna all’ora solare. 

Quando e come nasce l’ora legale?

Nelle società antiche basate sull’agricoltura, i contadini si alzavano sempre all’alba sfruttando la luce solare. Nell’impero romano la “ora prima” era quella che seguiva il sorgere del sole, in qualunque istante questo evento si verificasse.

Benjamin Franklin, l’inventore dell’ora legale

Con la rivoluzione industriale nasce l’esigenza di sfruttare al meglio le ore solari e di ridurre l’utilizzo della luce artificiale. Al mattino, quando si poteva già sfruttare la luce solare per poter lavorare, le persone dormivano; alla sera, per proseguire il lavoro, si usavano candele e lampade ad olio. Il lavoro nelle fabbriche richiedeva, infatti, ritmi diversi rispetto a quelli della società agricola.

Benjamin Franklin (1706-1790) scienziato e politico, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, mentre si trovava in Francia, nel saggio “Un progetto economico per diminuire il costo della luce”, fece una proposta decisamente originale: alzarsi prima per risparmiare alla sera l’utilizzo delle candele e dell’olio. Per costringere la popolazione a svegliarsi all’alba propose di tassare le persiane, vietare la circolazione di notte, razionare le candele e svegliare le città con colpi di cannone.

La sua proposta però non venne accolta.

Solo nel Novecento, quando il risparmio energetico divenne una priorità, l’esigenza di sfruttare al meglio le ore del sole si fece più forte. Il costruttore inglese William Willett propose alla Camera dei Comuni britannica di mettere in atto l’ora legale, un modo per fare fronte alle esigenze economiche derivanti dalla prima guerra mondiale: nacque così il British Summer Time, con lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Molti Paesi seguirono l’esempio del Regno Unito in quanto il risparmio energetico in tempo di guerra era una vera priorità.

Quando entra in vigore?

In Italia l’ora legale viene introdotta per la prima volta nel 1916

Nel 2001 L’Unione Europea ha stabilito che il periodo dell’ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino dell’ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre. In Italia significa regolare l’orologio alle 2 del mattino e portarlo a segnare le 3.

Non tutti i Paesi del mondo hanno deciso di adottare l’ora legale. In totale sono 70 i Paesi che cambiano l’orario: la maggior parte nell’emisfero nord. Il Giappone è l’unico paese industrializzato al mondo che ha mantenuto l’ora solare.

Vantaggi o Svantaggi?

Le opinioni sull’utilità dell’ora legale sono discordanti. Le esigenze del mondo industriale oggi sono molto diverse da quelle dei tempi di Benjamin Franklin.

L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, energia e ambiente) ritiene che l’ora legale porti ad un risparmio dello 0,2% sul totale dei consumi.

TERNA (azienda italiana che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica) indica il risparmio di consumo in oltre 560 milioni di kWh all’anno e, quindi, in oltre 115 milioni di euro per le famiglie italiane (un chilowattora costa in media 20,62 centesimi di euro). Secondo queste stime, tra il 2004 e il 2017, l’ora legale avrebbe permesso in Italia di risparmiare 1 miliardo e 435 milioni di euro.   

Tuttavia non tutti sono d’accordo sull’effettivo risparmio energetico.

Inoltre vanno considerati anche i disturbi legati al cambio dell’ora. Alcune persone lamentano l’alterazione del ciclo sonno-veglia. Secondo alcuni studi perdere un’ora di sonno aumenta il rischio per la salute e, per chi lavora, la possibilità di incidenti o infortuni il giorno successivo all’entrata in vigore dell’ora legale.

L’ultimo cambio dell’ora?

Nel 2018 la Commissione Europea ha chiesto ai cittadini dell’Unione Europea se volessero o meno tenere l’ora legale. Oltre 3 milioni di persone hanno chiesto di abolire il cambio e di mantenere solo l’orario solare. Infatti in molti Paesi posti a sud, come l’Italia, con l’ora legale le giornate si allungano. Nei Paesi del nord l’illuminazione naturale copre molte più ore e perciò il passaggio all’ora legale non comporta alcun beneficio.

Il 26 marzo 2019 il Parlamento Europeo ha così deciso di abolire il cambio dell’ora dopo il 2021. Dal 2022, quindi, ogni Paese sarà libero di scegliere se mantenere o meno per tutto l’arco dell’anno l’ora legale o l’ora solare.

La Commissione Europea ha lasciato ai singoli Stati la facoltà di scegliere entro quest’anno quale ora adottare. Per quelli che decideranno di mantenere in modo permanente l’ora legale (come ha già deciso la Francia), l’ultimo cambio di ora avverrà domenica 28 marzo 2021. Gli Stati che opteranno per l’ora solare (come pare Finlandia e Svezia) cambieranno gli orologi per l’ultima volta domenica 31 Ottobre 2021.

Il governo italiano ha depositato a Bruxelles la richiesta per mantenere la situazione attuale, senza variazioni.

L’effetto paradossale è quello di una Europa con “fusi solari” a macchia di leopardo, anche tra Stati confinanti. Varcare la frontiera verso la Francia o l’Austria potrebbe voler dire spostare avanti o indietro le lancette dell’orologio.

Il sole che sorge e scandisce l’orologio

Un ritorno alla natura

L’ora legale rappresenta l’esigenza dell’uomo di piegare il tempo alle proprie necessità, in questo caso legate al maggior sfruttamento della produttività. Il tempo – “χρόνος” (chrònos), sostantivo maschile che deriva dal greco – è un concetto relativo, creato per dare dimensione all’esistenza umana. Forse l’abbandono dell’ora legale potrebbe essere un modo affinché si recuperino i ritmi della vita dettati dagli elementi naturali che ci circondano, come il sole.

Articolo precedenteLe rose di Klimt tornano finalmente a casa
Articolo successivoLa Lessinia ha un nuovo Campione del Mondo
Linda Giarola
Ho 15 anni, sono nata a Verona e sono del segno dei Pesci. Frequento il liceo classico alle Stimate e sono al secondo anno, in V ginnasio. Ho un cane di nome Joe, è un Jack Russell e ha tre anni. Le mie passioni sono dormire, mangiare, uscire con le amiche e scrivere, infatti all’età di dieci anni ho scritto il mio primo libro fantasy e da grande mi piacerebbe fare la scrittrice. Mi piacciono molto anche le lingue, infatti vorrei imparare lo spagnolo e il cinese. Le mie materie preferite sono quelle umanistiche, in particolare storia e letteratura. L’altra mia passione è la pallavolo, l’ho iniziata due anni fa e quest’anno vorrei riprenderla, Coronavirus permettendo. La mia stagione preferita è l’estate perché vado al mare in Sardegna, rivedo le mie amiche e mi piace abbronzarmi. Il mio colore preferito è il verde, e il mio numero preferito è il 3.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here