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Lettura dell’articolo a cura di Valentina Innocenzi

Segnatevi questa data: mercoledì 28 aprile il noto parco zoologico di Bussolengo Natura Vivariaprirà dopo una forzata chiusura di 325 giorni, dovuta alla pandemia in corso.

(immagine tratta da Parco Natura Viva)

C’è un motivo in più per trascorrere una piacevole giornata in questo contesto, immersi tra le meraviglie della natura: la nascita di Kanha, l’unico pulcino di avvoltoio reale indiano nato in cattività.

Il piccolo, il cui nome vuole omaggiare una riserva indiana, è nato ad inizio aprile.  

A causa del contenimento dei costi che il parco ha dovuto subire, l’uovo non è stato messo nell’incubatrice ma è stato affidato, come natura vuole, alle amorevoli cure dei genitori.

«Kanha – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico e CEO del Parco Natura Viva – viene accudito da mamma e papà intenti a portargli il cibo, tenere il nido pulito e a scaldarlo molto, poiché non è ancora in grado di termoregolarsi».

Questa nascita è un evento molto importante dal momento che la specie purtroppo è fortemente minacciata dall’uomo.

Per Chris Bowden, membro della IUCN (International Union for Conservation of Nature) «riprodurre una popolazione in ambiente controllato è fondamentale per garantire la sopravvivenza della specie. Si tratta, infatti, dell’unico programma al mondo di riproduzione per questa specie criticamente minacciata in natura, che conta la presenza di pochissimi individui nel proprio habitat e ancora meno nei giardini zoologici o centri di recupero nel mondo».

Infatti, negli ultimi dieci anni si è registrata una diminuzione del 90% di questi animali che sono ora considerati a rischio di estinzione e inseriti nella lista rossa della IUCN, che comprende le specie animali maggiormente da salvaguardare.

La principale causa della loro rapida decrescita è da attribuire all’utilizzo negli allevamenti di bestiame del diclofenac, un farmaco antinfiammatorio che provoca la morte per intossicazione degli avvoltoi che si cibano di quegli animali.

Questa rapida diminuzione, che ha portato la specie a passare da centinaia di migliaia di esemplari pochi anni fa ai meno di novemila attuali, può determinare gravi conseguenze per l’ecosistema e la biodiversità del pianeta.

Infatti, gli avvoltoi, ripulendo l’ambiente dalle carcasse degli animali morti, lo preservano dalla diffusione di malattie.

Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva spiega: «Per tutti i nostri avvoltoi reali indiani è in corso un progetto di mappatura genetica che stiamo svolgendo in collaborazione con il team del prof. Mauro Delogu dell’Università di Bologna e l’ISPRA. L’obiettivo è verificare la diversità genetica e decidere quali, tra i tredici esemplari che ormai ospitiamo, siano gli individui da poter riportare in natura».

La nascita del piccolo avvoltoio rappresenta senza dubbio un grande successo tutto veronese che non può che renderci orgogliosi.

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