George Washington

Uno degli argomenti di maggior attualità negli ultimi mesi è stato senz’altro l’elezione di Joe Biden come 46° presidente degli Stati Uniti d’America. In quanti, però, sanno chi ricoprì per la prima volta quel ruolo 232 anni fa? La risposta è George Washington e il 22 febbraio si ricorda la sua nascita.

In quel giorno, nell’anno 1732, nacque in Virginia da una famiglia di contadini benestanti l’uomo che diverrà il padre della nazione americana.

George ricevette un’educazione semplice, venne istruito dal fratello maggiore Lawrence e dal padre Augustine, che morì quando il figlio era molto giovane.

Il ragazzo si dimostrò più predisposto per le materie scientifiche e infatti a soli 17 anni diventò un geometra di successo, iniziando a guadagnare del denaro con il quale cominciò ad acquistare i suoi primi poderi.

In quegli stessi anni fece insieme al fratello Lawrence, malato di tubercolosi, il primo viaggio all’estero, durante il quale si ammalò di vaiolo riuscendo a guarire, a differenza del fratello che invece morì.

George, dunque, ereditò le proprietà di famiglia a Mount Vernon, in Virginia, e nello stesso anno intraprese la carriera militare combattendo nella battaglia franco-indiana, anche nota con il nome di Guerra dei sette anni, nel ruolo di colonnello.

La prima first lady degli Stati Uniti d’America: Martha Custis

Una volta congedatosi dall’esercito, ritornò nella sua terra natia e nel gennaio del 1759 sposò Martha Dandridge Custis, una vedova molto ricca, che all’età di 17 anni si era unita in matrimonio con Daniel Parke Custis, proveniente da una delle famiglie più influenti dell’epoca.

Si dice che non si trattò di un matrimonio d’amore ma d’interesse, al quale Washington fu spinto da Sally Fairfax, donna di cui pare fosse veramente innamorato e con cui intrattenne un lungo scambio epistolare.

Nonostante ciò, la coppia rimase insieme e visse felice per 40 anni.

Dovendosi occupare dei beni della moglie, si accorse di quanto le tasse inglesi fossero elevate e iniziò a sentirsi sempre più cittadino americano anziché inglese. Questo sentimento si stava infatti diffondendo tra la popolazione.

Quando nel 1765 il Parlamento inglese emanò lo Stamp Act, legge che prevedeva l’introduzione di una tassa su diversi documenti di uso comune, la protesta divampò.

George Washington venne nominato membro del primo Congresso che emanò una legge per permettere ai coloni di legiferare sui propri affari: si trattava di una scelta preludio dell’apertura delle ostilità.

La guerra vedeva schierati sui due fronti forze impari: gli Inglesi erano numerosi ed organizzati mentre i coloni pochi e privi di armamenti.

Tuttavia, la grande conoscenza della geografia del luogo di Washington e una serie di errori commessi dagli Inglesi permisero alle forze ribelli di vincere l’importante battaglia del 1777 a Saratoga. Quindi nel 1781, grazie anche all’aiuto dei Francesi, gli Inglesi subirono una disfatta.

La guerra vide la sua fine il 3 settembre 1783, con il riconoscimento inglese dell’indipendenza delle colonie americane.

George si ritirò a vita privata con l’intenzione di, come lui stesso diceva, “trascorrere gli ultimi anni di vita all’ombra della mia vigna e del mio fico, per poi discendere dolcemente il fiume della vita fino a quando non mi addormenterò accanto ai miei padri”.

George Washington sul letto di morte (immagine tratta da ichi.pro)

Tuttavia nel 1787 venne chiamato a presiedere la Convenzione di Philadelphia e due anni dopo George Washington venne eletto all’unanimità, unico caso nella storia americana, primo presidente degli Stati Uniti d’America.

Nel 1792 venne riconfermato il suo mandato e, chiamato ad assumerne il terzo, decise invece di ritirarsi dalla vita pubblica.

La sera del 14 dicembre 1799 Washington morì.

Viene ricordato da tutti come il padre della nazione americana, nata grazie al suo coraggio.

Da sinistra: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln scolpiti sul Monte Rushmore

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