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Giacomo Leopardi ha la capacità di essere molto attuale e parlare direttamente all’uomo del XXI secolo. Attraverso la sua poesia, Leopardi abbraccia temi che affliggono da sempre l’umanità. Il poeta scava nella profondità dell’animo di ogni lettore, regalando l’occasione di elevarsi sopra la grettezza del presente e tentare di toccare la bellezza, che solo il suo verso può regalare. 

La summa del suo pensiero, secondo molti critici, viene raccolta all’interno della “Ginestra” come una sorta di testamento spirituale, nel quale Leopardi propone una soluzione e idea di progresso da costruire direttamente sul pessimismo. Spesso Leopardi sarà investito dell’etichetta, ormai banale di “pessimista” attribuita al suo pensiero. Tuttavia, tale termine non ha nulla a che vedere con l’accezione che gli conferiamo abitualmente, anzi è riferita alla consapevolezza del vero.

La “Ginestra” di Leopardi

Il componimento lirico venne composto intorno al 1836 presso Torre del Greco in una villa alle pendici del Vesuvio, dove Leopardi alloggiò insieme all’amico Antonio Ranieri. Lì il poeta trascorse gli ultimi momenti di serenità e riposo della sua vita. La Ginestra rappresenta l’ultima produzione dell’autore che riesce a passa dall’ironia, all’invettiva, alla compassione fino all’elegia. L’obiettivo di Leopardi non è solo quello di realizzare un suo testamento lirico e filosofico, ma che essa sia mezzo per comprendere la realtà contingente. L’obiettivo di tale componimento verte a scoprire i due volti della natura. Tuttavia, le riflessioni che circondano questa poesia sono applicabili anche all’uomo di oggi nei confronti dei suoi simili. Talvolta pacifico, ma anche capace di essere distruttivo.

Il fiore della Ginestra

La Ginestra venne pubblicata postuma dall’amico Ranieri. Canta la vastità del cosmo, che circonda il creato e al suo cospetto quella che è l’insignificanza dell’uomo. Il poeta, solo tra le creature, per sfuggire da quel vuoto rielabora complesse narrazioni che giustifichino il suo essere e la sua posizione privilegiata all’interno dell’esistente. Ciò non ha mai voluto essere un pretesto, per lui, di rinunciare a cogliere la bellezza della vita. Tuttavia, il messaggio di Leopardi va oltre a questo poemetto.

Il concetto di “social catena

Infatti, l’autore suggerisce all’umanità di superare le discordie e di unirsi in una “social catena”.  Leopardi si schiera apertamente dalla parte della vita. Ha scelto la ginestra come simbolo della natura. Un fiore innocente, che non è complice degli scopi umani. Attraverso la ginestra, Leopardi sembra redimere la natura, mostrando che essa talvolta può essere “tenera e dolce”. Essa non possiede altra forza che il suo profumo che compassiona e commisera tutte le sventure, così come Leopardi non può offrire al vasto e sordo universo altro che i suoi versi, destinati a celebrare quella bellezza non richiesta eppure insita nelle cose.

Destinati a celebrare una vita sembra dare dolore e sconforto, ma proprio grazie alla duplice tensione tra dolore e noia, ci viene offerta la possibilità di libertà e di ricercare un senso al nostro vivere. La ginestra, in quanto fiore, è mortale e come tutti noi riconosce l’ineluttabilità della morte, ma non si abbandona ad essa senza aver donato al cosmo il suo profumo, unica sua dote ma suo contributo necessario alla bellezza. 

Giacomo Leopardi

Il tema centrale della lirica leopardiana

Il tema centrale che verrà trattato dal celebre poeta, si instaura in un contesto paesaggistico vesuviano, specchio perfetto della condizione umana nel suo rapporto con la natura. Esso appare ai nostri occhi come un ambiente desertico, imponente e minaccioso, che incarna quella visione, secondo la quale l’uomo è condannato a un destino di infelicità.

Il tutto viene sottolineato dall’antitesi: la furia Vesuvio e la caducità della vita umana, che porta a deridere anche la visione più ottimistica dei pensatori contemporanei di Leopardi. Tale poesia non è un invito alla tristezza, alla perdita di ottimismo o del reale senso della vita ma alla solidarietà degli uomini, che solo uniti tra loro sono in grado di fronteggiare quel destino infelice, precario e ingiusto che gli è proprio.

Riflessione personale

Il messaggio contenuto all’interno di questa poesia di Leopardi è carico di potenza e contro ogni aspettativa ancora attuale. Un invito a vivere, dando pieno senso a quello che facciamo, anche se stiamo vivendo momenti complicati e delicati: la pandemia dovuta dal Covid e ora una “possibile” entrata in guerra. Da oggi, ci alziamo con l’angoscia per tutte quelle persone che stanno vivendo in un secolo, che non sembra nemmeno il nostro. 

La guerra in atto tra Russia e Ucraina

Ritengo che tutto quello che oggi stia accadendo, nello specifico tra Russia e Ucraina, sia riprovevole, intollerabile e soprattutto ingiustificabile. Ci predichiamo il popolo “dell’era moderna” che ha imparato, per così dire, dalla storia passata. Una storia che ci è stata tramandata come eredità da custodire: da storici, filosofi e illustri letterati, i quali hanno vissuto quelle disgrazie date dalla guerra. E noi pur conoscendole non ci limitiamo a evitarle. 

Alla luce di questo, “La Ginestra” è un’opera, a mio avviso, che tutti dovrebbero avere l’occasione di leggere individualmente (a prescindere delle eventuali spiegazioni scolastiche). Rappresenta un grande invito alla solidarietà e all’unità. Una poesia nella quale il poeta ricorda a tutti gli esseri umani che non è necessario farsi guerra l’uno con l’altro, poiché le avversità e i problemi gravi nella vita già ce ne sono tanti e non ne vale la pena di moltiplicare. Perciò è auspicabile essere concordi e uniti contro quelle avversità ineluttabili che la vita ci scaraventa addosso come: le calamità naturali, le perdite di persone care o le pandemie.

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